Roma, 14/06/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Benzina, entro il 2030 riduzione del gettito fiscale per 4 miliardi di euro in Italia. Aumenterà la tassazione sulle ricariche elettriche?

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Per compensare tali minori entrate per la fine del decennio, secondo l’Unem, a meno di aumentare le accise su benzina e gasolio, già tra le più alte di Europa, l’altra via potrebbe essere rappresentata dalla revisione dell’attuale tassazione sulle ricariche destinate alle auto elettriche, con effetti rilevanti sulle tasche dei consumatori.

Giù i consumi di benzina e gasolio, meno gettito fiscale

Durante lo scorso anno, in Italia, nel mercato dei carburanti tradizionali, si è registrato un aumento nel consumo di benzina e una diminuzione di quello di gasolio. Due diversi trend, spinti da fattori ormai strutturali, quali il costante passaggio dal gasolio alla benzina e da questa all’elettrico, da parte degli automobilisti, e da altri motivi contingenti, quali il sostanziale ristagno delle dinamiche economiche, con l’industria ancora debole e gli investimenti in difficoltà, dati gli alti tassi di interesse, nonostante il calo dell’inflazione.

Second i nuovi dati diffusi dal Centro Studi UNEM, per valutare la domanda di energia al 2030, si stima una riduzione sostanziale di carburanti liquidi impiegati nella mobilità, di circa 5 milioni di tonnellate rispetto ad oggi, quale saldo tra la contrazione dei prodotti fossili e lo sviluppo di quelli rinnovabili, e una crescente domanda di energia elettrica trascinata da oltre 4 milioni di auto elettriche pure a batteria (BEV) in analogia con le tendenze previste dall’ultimo Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC).

Se tali tendenze dovessero essere confermate, si legge nel commento ai dati, si avrebbe di conseguenza una riduzione del gettito fiscale derivante dalle sole accise sui carburanti che, sempre al 2030, si può stimare, pur continuando a tassare i carburanti liquidi rinnovabili quanto i fossili, in circa 3,8 miliardi di euro. Un valore che potrebbe superare i 9 miliardi di euro al 2040.

Quadruplicheranno i costi di ricarica dei veicoli elettrici?

Un dato che non va sottovalutato, perché come prima conseguenza potrebbe avere una decisa ripercussione sui livelli di tassazione delle ricariche dei veicoli elettrici.

Si legge nel comunicato dell’Unem, “se oggi per fare 100 km con una BEV si spende mediamente tra i 5 e i 6,5 euro, al 2030 questa spesa potrebbe quadruplicare considerato che il calo delle entrate fiscali si dovrebbe riproporzionare su circa 4,1 GWh di consumi elettrici legati al trasporto, con un aggravio stimato in circa 0,92 euro/kWh che, sommati ai 0,35 euro/kWh medi attuali, porterebbe il costo di una ricarica a 1,27 euro/kWh”.

Considerando che una BEV, a seconda del modello, per fare 100 km consuma mediamente tra i 15 e i 19 kWh, per compensare il minor gettito fiscale la spesa per l’utente finale sarebbe infatti compresa tra un minimo di 19 euro e un massimo di oltre 24 euro, appunto quattro volte il costo attuale e il doppio rispetto a quello sostenuto oggi con un’auto ibrida a benzina

Giornalista

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