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Trilaterale Italia-Francia- Germania per rafforzare l’indipendenza Ue delle materie prime critiche

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I ministri dell’Economia e delle Imprese di Italia, Francia e Germania si sono incontrati a Berlino per capire come cooperare nel settore delle materie prime critiche, e come lavorare in particolare per rendersi autonome dall’import di Paesi extra Ue, come la Cina.

La cooperazione tra i tre Paesi

La cooperazione tra i tre Paesi serve a rafforzare la fornitura di materie prime critiche come il litio, il cobalto e il nichel, indispensabili su vari ambiti per lo sviluppo delle rinnovabili e delle nuove tecnologie digitali. 

A Berlino si sono incontrati Adolfo Urso, ministro del Mimit, e i suoi omologhi francese e tedesco, Bruno Le Maire e Robert Habeck.

Si tratta delle tre maggiori economie manifatturiere europee, che dipendono fortemente dalla dipendenza dalla Cina in questo settore.

Il vertice è stato organizzato in un momento in cui le istituzioni dell’Ue stanno discutendo sul Critical Raw Materials Act, proposto lo scorso marzo dalla Commissione Ue e con il quale è stata accesa una luce sull’importanza di queste risorse naturali, non solo per la transizione energetica, ma anche per la sopravvivenza economica del Vecchio Continente.

Cosa è stato deciso

Secondo quanto emerso da una nota congiunta, Francia, Italia e Germania hanno fissato insieme degli obiettivi di estrazione, lavorazione e riciclo delle materie prime strategiche, decidendo di seguire una linea comune: promuovere progetti e investimenti, velocizzando anche le autorizzazioni e aumentando i finanziamenti europei messi in campo.

Altro ambizione dei tre leader è quella di creare un gruppo di lavoro con esperti delle rispettive amministrazioni, che si dovranno occupare di seguire queste iniziative e garantirne la corretta attuazione.

L’importanza dell’approvvigionamento delle materie prime critiche e le parole di Urso

Raggiungere una sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime critiche è importante in vista degli obiettivi che gli Stati membri si sono fissati da qui al 2050. 

Lo sa bene l’Italia, dove è stato stimato che il 38% del Pil nazionale dipenda da queste risorse, e che quindi questo sottolinei una particolare fragilità del Paese, legato all’import di questi materiali al di fuori dell’Europa. 

Durante l’incontro a Berlino, il ministro Urso ha infatti evidenziato la necessità di “riaprire i giacimenti”, in modo da riportare in attività le industrie estrattive e affrontare tutte le sfide dei prossimi mesi e anni.

I tre Stati membri Ue sembrano dunque avere degli obiettivi ambiziosi, oltre che una grande volontà di intensificare sempre di più gli sforzi comuni su progetti strategici congiunti. Ma quanto di quello che è stato esposto al trilaterale verrà concretamente messo in atto? 

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