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Si vota sulla Direttiva Case Green: le opposizioni

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Si voterà oggi sulla Direttiva europea Case Green alla Plenaria del Parlamento europeo, in cui i legislatori saranno chiamati a esprimersi sul testo che è stato concordato il mese scorso dalla Commissione industria. Intanto, l’opposizione al Regolamento persiste, e diventa sempre più forte e intensa, soprattutto in Germania, Italia e Polonia. 

Direttiva Case Green: tra sostegno e opposizione

Il testo sulla Direttiva Case Green che è stato redatto dalla Commissione industria del Parlamento Ue è stato sostenuto da tutti i principali gruppi politici di sinistra e di centro, ma non dal gruppo di estrema destra Identità e Democrazia (ID), che ritiene che l’intera legge debba essere rinegoziata a partire da zero. 

Un’opposizione forte arriva anche dal partito politico ECR (Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei) che ha sollevato una lista di 25 obiezioni. 

La situazione in Germania

In Germania, proprio due settimane fa l’FDP, il partito più piccolo della coalizione di governo tedesca, è riuscito a ostacolare, trovandosi in accordo con altri Stati membri tra cui l’Italia, il Regolamento europeo che prevede l’eliminazione dei motori termici dal 2035, con l’intento di proteggere l’industria automobilistica del Paese.

Adesso, un attacco analogo è stato lanciato contro la Direttiva sull’efficienza energetica degli edifici, che introduce degli standard minimi a livello europeo per ristrutturare le case, rispettando delle scadenze stabilite. 

In generale, nell’Unione Europea, il settore edilizio è responsabile di circa il 40% delle emissioni totali di gas serra e, per far fronte a questa situazione, la Commissione ha proposto l’adeguamento obbligatorio del 15% degli immobili con le peggiori prestazioni in Europa, che verrebbero classificati come “G” nella scala che fa riferimento alle classi energetiche. 

Secondo quanto deciso finora, gli Stati membri possono anche richiedere un’esenzione temporanea dagli standard di rendimento energetico fissati entro il 2033, ma tutto questo entro un determinato limite. L’FDP vuole che questo massimale venga rimosso, aprendo invece la strada a esenzioni illimitate per i Paesi Ue.

“L’obbligo di ristrutturazione dell’Europa è illusorio”, ha dichiarato Daniel Föst, portavoce del gruppo parlamentare FDP al Bundestag tedesco per le politiche edilizie e abitative.

La situazione in Italia e Polonia

In Italia, la Direttiva non è mai stata accolta con entusiasmo ed è stata in parte criticata dal governo Meloni fin dall’inizio, che ne ha sempre chiesto una maggiore flessibilità e delle norme meno stringenti. Il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibli, Matteo Salvini, ha dichiarato più volte che Roma considera questa legge un grande onere, posizione appoggiata anche dalla Polonia

Cosa succederà? 

L’ultimo testo della Direttiva Case Green, che è stato approvato il 9 febbraio dalla Commissione Industria del Parlamento Ue, potrà ottenere il via libera solo con il voto di oggi in Plenaria, per poi iniziare il negoziato con il Consiglio. 

Rispetto alla proposta della Commissione, il Parlamento Ue è stato più ambizioso, fissando altri tre obiettivi per gli immobili: il raggiungimento della classe E entro l’1 gennaio 2030, quello della classe D entro il primo gennaio 2033 e, in ultimo, arrivare a emissioni zero nel 2050.

Il testo avrà bisogno del sostegno di almeno 35 parlamentari, per tutti i suoi emendamenti. Cosa accadrà? 

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