Roma, 19/05/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Previsioni economiche d’inverno 2023, questione energetica spina nel fianco per Bruxelles (e l’Italia)

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A quasi un anno dall’inizio della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, l’economia dell’UE è entrata nel 2023 in condizioni migliori di quanto previsto in autunno. Ma i problemi rimangono tutti sul tavolo e il futuro è sempre incerto. Il documento. Allarme AIE: “Emergenza energetica non è finita”.

Le previsioni economiche d’inverno 2023

Oggi sono state illustrate a Bruxelles, le “Previsioni economiche d’inverno 2023”, con l’aggiornamento delle previsioni economiche d’autunno 2022, e sono incentrate sull’andamento del PIL e dell’inflazione in tutti gli Stati membri dell’UE. A metà primo trimestre le istituzioni europee pongono in evidenza una spiccata capacità di resilienza della zona economica dell’Unione, muovendosi in condizioni migliori di quanto previsto fino a qualche mese fa.

Siamo stati in grado di scongiurare una recessione preannunciata. C’è un discreto ottimismo sulle prospettive di crescita e sul previsto calo dell’inflazione quest’anno. Tuttavia dobbiamo far fronte a molte difficoltà e quindi non è il momento di riposare sugli allori, se non altro perché la guerra incessante della Russia nei confronti dell’Ucraina continua a creare incertezza. Siamo determinati a stimolare la nostra competitività industriale per rafforzare la crescita e la resilienza complessive. In considerazione di tutti i rischi e mutamenti geopolitici, è fondamentale mantenere salda la posizione dell’UE come attore economico mondiale di primo piano”, ha dichiarato Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone.

Siamo entrati nel 2023 in condizioni più favorevoli del previsto: i rischi di recessione e di carenze di gas si sono attenuati e la disoccupazione rimane ai livelli più bassi. Tuttavia, gli europei devono affrontare un periodo difficile. Si prevede che la crescita rallenterà per effetto dei fattori negativi e la presa dell’inflazione sul potere di acquisto si allenterà solo gradualmente nei prossimi trimestri. Una risposta politica unitaria e globale ha permesso all’UE di resistere alle tempeste che hanno investito le nostre economie e le nostre società dal 2020. Dobbiamo mostrare la stessa determinazione e ambizione nell’affrontare le sfide che ci troviamo ad affrontare oggi“, ha affermato il Commissario europeo per gli affari economici e monetari, Paolo Gentiloni.

Previsioni e dati

Le previsioni intermedie d’inverno prevedono una crescita dello 0,8% nell’UE e dello 0,9% nella zona euro per il 2023, ovvero rispettivamente 0,5 e 0,6 punti percentuali in più rispetto alle previsioni d’autunno.

Tutte buone notizie? Non proprio. Esser riusciti a contenere le diverse emergenze in corso (economica, politica, sociale, energetica, geopolitica, diplomatica) è sicuramente un ottimo risultato, ma siamo solo all’inizio di un lungo cammino.

Contrazione economica evitata nell’ultimo trimestre del 2022, con prospettiva di crescita per il 2022 stimate attorno al 3,5%, tasso di disoccupazione al minimo storico (6,1%), fiducia in aumento, per un primo trimestre del 2023 che dovrebbe seguire l’andamento del precedente.

Bruxelles stima il Prodotto interno lordo dell’Italia in crescita dello 0,8% nel 2023 e dell’1% nel 2024. L’inflazione è attesa al 6,1%, per andare poi al 2,6% nel 2024.

Il problema è che i fattori che tanto avevano preoccupato Bruxelles e i Paesi membri dell’Unione sono ancora tutti lì. Tra cui il mancato cambio di passo nello sviluppo delle fonti rinnovabili (dove al momento si va in ordine sparso).

I fattori critici: energia e inflazione

I consumatori e le imprese continuano a dover far fronte a costi energetici elevati e l’inflazione di fondo (inflazione complessiva al netto dei prodotti energetici e dei prodotti alimentari non trasformati) ha continuato ad aumentare a gennaio, erodendo ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie. Con il persistere delle pressioni inflazionistiche, la stretta monetaria dovrebbe continuare, gravando sull’attività delle imprese e frenando gli investimenti”, si legge nella nota che ha accompagnato il testo sulle Previsioni.

Sebbene l’incertezza che circonda le previsioni rimanga elevata, “i rischi per la crescita sono sostanzialmente bilanciati. La domanda interna potrebbe risultare più elevata del previsto qualora i recenti cali dei prezzi del gas all’ingrosso dovessero ripercuotersi più fortemente sui prezzi al consumo e i consumi si dimostrassero più resilienti”.

I rischi per l’inflazione restano in gran parte legati all’andamento dei mercati dell’energia, rispecchiando alcuni dei rischi individuati per la crescita. Soprattutto nel 2024 prevalgono rischi al rialzo per l’inflazione.

Secondo le stime UE, Il tasso di crescita per il 2024 rimane invariato, rispettivamente all’1,6% e all’1,5% per i Paesi membri e la zona euro.

AIE: “Emergenza energetica non è finita”

Proprio sulla crisi energetica e in particolare sul rincaro dei prezzi del gas, l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha lanciato un nuovo allarme: “L’emergenza non è finita, mantenere alta l’attenzione sul problema“.

Proprio per questo, per la prima volta negli ultimi anni, l’Aie ha convocato una riunione straordinaria con i ministri di circa 40 Paesi per “studiare la situazione dei mercati e discutere le azioni per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti“. 

C’e’ ancora molto da fare – ha spiega Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia – in particolare per essere pronti per il prossimo inverno. Rimane la necessita’ che i nostri membri e gli altri partner mostrino solidarieta’, cosi’ come la necessita’ che adottino misure concrete per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento“.

L’incontro dovrebbe aiutare ad “individuare le misure da adottare per migliorare l’equilibrio tra domanda e offerta di gas e le azioni per sostenere la situazione a breve termine del mercato europeo del gas in modo coerente con gli obiettivi di transizione energetica e climatica a lungo termine dei Paesi“.

Giornalista

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