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Aea, “tendenze e proiezioni” in Ue: rinnovabili bloccate al 22%. Serve sforzo collettivo

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La maggior parte degli Stati membri dell’UE ha centrato gli obiettivi in materia di clima ed energia per il 2020 e punta ora alla neutralità climatica. Tuttavia, secondo l’AEA, l’Agenzia Europea dell’Ambiente, per conseguire i più ambiziosi target previsti per il 2030 sarà necessario raddoppiare i progressi annuali in termini di diffusione delle energie rinnovabili e di riduzione del consumo energetico.

Una situazione di stallo

La ripresa economica post pandemica non sta avendo effetti positivi sull’ambiente. Secondo l’ultima relazione “Tendenze e proiezioni” dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) si prospetta un anno difficile in termini di progressi nel raggiungimento degli obiettivi fissati dalla comunità internazionale, in particolare per quelli al 2030. 

I dati emersi dallo studio evidenziano il rischio di non conseguire l’agognato target proposto dal Piano UE “Fit for 55%, né tantomeno gli ambiziosi propositi del programma RePowerEu. A causa dell’aumento delle emissioni di gas serra nel settore dell’industria, dovuto essenzialmente all’aumento del prezzo del gas e dunque al parziale passaggio ai combustibili a maggiore concentrazione di carbonio, la spinta alle rinnovabili si sarebbe infatti temporaneamente arrestata. In base ai dati preliminari, nel 2021 la quota totale di fonti energetiche rinnovabili dell’Europa è rimasta al 22 % dell’energia consumata, segnando l’arresto di una crescita che negli ultimi anni si era dimostrata invece notevole. Una situazione di stallo che può essere ascritta a una minore produzione di energia eolica e idroelettrica nel 2021, oltre che ad un aumento dei consumi energetici, da cui è possibile uscire solo intensificando le azioni volte a mitigare il cambiamento climatico.

Dimezzare le emissioni annue di CO2 

In base ai dati preliminari comunicati dagli Stati membri dell’UE, nel 2021 le emissioni di gas a effetto serra sono aumentate del 5 % rispetto al 2020, comprese quelle dovute al trasporto aereo internazionale, pur rimanendo ben al di sotto del livello pre-COVID del 2019. 

Per ridurle del 55%, nei prossimi 7 anni, sarebbe necessaria una diminuzione media di 134 milioni di tonnellate di biossido di carbonio (MtCO2 eq) l’anno rispetto ai livelli stimati per il 2021. Oltre il doppio della riduzione media annua raggiunta tra il 1990 e il 2020. Uno sforzo che dovrebbe riguardare tutti i settori ed essere associato al risparmio energetico, l’utilizzo massiccio di fonti rinnovabili e l’ottimizzazione della destinazione dei suoli.

Intensificare l’utilizzo delle rinnovabili

Allo scopo di conseguire l’obiettivo più elevato del 45 % di energie rinnovabili proposto nel piano «REPowerEU», ottenendo dei risultati tangibili in tempi brevi, la quota nel consumo finale lordo di energia rinnovabile, che attualmente aumenta di 0.8 punti percentuali l’anno, dovrebbe attestarsi su un incremento di 2,5 punti percentuali annui fino al 2030. 

«Nei prossimi mesi e anni saranno necessari interventi decisi per garantire che gli Stati membri possano mettere in atto piani ambiziosi di riduzione delle emissioni, al fine di conseguire gli obiettivi climatici dell’UE. Sebbene per quest’inverno siano necessarie misure a breve termine per dare impulso all’approvvigionamento energetico, questi investimenti non dovrebbero intrappolare l’Europa in una dipendenza dai combustibili fossili di lunga durata. Il risparmio energetico e l’aumento delle fonti energetiche rinnovabili sono fondamentali non solo per affrontare la crisi energetica nell’immediato, ma anche per conseguire la neutralità climatica», ha dichiarato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA.