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Il Marocco può essere la soluzione alla crisi energetica Europea?

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Il Marocco potrebbe diventare l’hub del Mediterraneo delle energie rinnovabili, ma a che costo? Mentre ambiziosi piani governativi prospettano la possibilità di generare il 52% dell’elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030, la Banca Mondiale stima in 52 miliardi di dollari, il valore della “conversione green” del Paese. 

Marocco hub del Mediterraneo

Il Marocco con le sue grandi potenzialità, e un impegno economico stimato dalla Banca Mondiale intorno ai 52 miliardi di dollari, potrebbe divenire l’hub del Mediterraneo per le energie rinnovabili. Dall’ultimo piano per le fonti alternative presentato nel 2009 dal re Mohammed VI, ne è passata di acqua sotto i ponti e si sono compiuti moltissimi progressi. Un esempio è l’enorme complesso solare Noor-Ouarzazate, la più grande centrale solare a concentrazione del mondo. Tuttavia, il Paese africano ancora non riesce a sfruttare a pieno tutte le risorse disponibili, colpa anche degli ostacoli burocratici e della mancata integrazione nei mercati energetici internazionali.

I piani per il 2030 e la situazione corrente

Il Marocco per l’Europa può, e vuole, essere parte della soluzione alla crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina. Negli ambiziosi piani governativi del Paese si prospetta, infatti, la possibilità di generare il 52% dell’elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030.  

La speranza è che molta di questa elettricità venga esportata in Europa tramite cavi sottomarini, sebbene siano in molti a dire che il mercato interno dovrebbe avere la priorità.

La nuova strategia energetica governativa

Il ministro marocchino per la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile, Leila Benali, in un’intervista rilasciata alla BBC, afferma che attualmente la nazione nordafricana di 39 milioni di persone, dipende dalle importazioni per il 90% del suo fabbisogno energetico, e la maggior parte proviene da combustibili fossili.

Nel 2021, circa l’80,5% della produzione di elettricità del Marocco proveniva dalla combustione di carbone, gas e petrolio, mentre solo il 12,4% proveniva dall’eolico e il 4,4% dal solare.

Secondo il ministro, la nuova strategia energetica del governo si basa su tre pilastri: 

  • aumento delle energie rinnovabili
  • aumento dell’efficienza energetica 
  • maggiore integrazione nei mercati energetici internazionali.

Interrogata sulla necessità di esportare elettricità verde prima che il fabbisogno interno sia soddisfatto, la titolare del Dicastero dichiara che la “priorità” è che i marocchini abbiano accesso all’energia verde “a basso costo”.

Il ruolo delle aziende private nella crescita delle rinnovabili

È un dato di fatto che molte aziende marocchine stiano concentrando i propri investimenti nelle energie rinnovabili e pianificando l’esportazione in Europa. Una di queste è Gaia Energy di Moundir Zniber.

Penso che il Marocco rappresenti la migliore opportunità per allontanare il continente europeo dalla dipendenza che ha oggi dal gas russo“, riferisce l’imprenditore alla BBC. Secondo quanto riportato da Zniber, Gaia Energy sta sviluppando schemi eolici e solari che potrebbero soddisfare fino al 4% del fabbisogno di elettricità della Germania e dell’Italia. “E in termini di idrogeno verde abbiamo sei progetti in via di sviluppo, che potrebbero rispondere al 25% del fabbisogno dell’UE” ha infine sottolineato.

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