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Clima: l’UE propone -90% di emissioni nette entro il 2040, ma l’Europarlamento blocca l’iter accelerato

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Bruxelles fissa un nuovo ambizioso obiettivo climatico al 2040, ma il Parlamento europeo frena sulla procedura d’urgenza

Il voto contrario

La Commissione Europea ha proposto una riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra entro il 2040, rispetto ai livelli del 1990, come nuovo target intermedio verso la neutralità climatica al 2050. Tuttavia, il Parlamento europeo ha respinto l’adozione della procedura accelerata, con 379 voti contrari, 300 favorevoli e 8 astensioni, rallentando l’iter legislativo.

Il contesto: verso una Legge europea sul clima più ambiziosa

Presentata il 2 luglio 2025, la proposta della Commissione modifica la Legge europea sul clima, inserendosi nelle linee guida politiche 2024–2029. L’obiettivo del -90% intende dare certezza normativa agli investitori, stimolare l’innovazione e rafforzare la competitività dell’industria europea in un mercato globale sempre più complesso.

Secondo l’ultimo Eurobarometro, il sostegno dei cittadini europei all’azione climatica rimane elevato, confermando un ampio consenso pubblico per una transizione verde ambiziosa.

Procedura d’urgenza bocciata: chi si è opposto e perché

La proposta di procedura rapida, avanzata da Socialdemocratici (S&D), Verdi (Greens) e Liberali (Renew Europe), è stata fermata anche per effetto del voto contrario del PPE, che ha preferito la procedura legislativa ordinaria per un dossier così rilevante. La decisione è maturata anche dopo che il gruppo di estrema destra “Patrioti per l’Europa” aveva ottenuto il ruolo di relatore in Commissione Ambiente (ENVI).

Roadmap UE verso la neutralità climatica al 2050

La proposta della Commissione si fonda sul target vincolante al 2030 (-55%) e introduce una traiettoria più flessibile e pragmatica per arrivare alla neutralità climatica entro il 2050. Tra gli strumenti chiave:

  • Uso limitato di crediti internazionali di alta qualità dal 2036;
  • Integrazione delle rimozioni permanenti di carbonio nel sistema ETS (Emission Trading System);
  • Flessibilità settoriale per compensare carenze in settori come il suolo con migliori performance in altri (es. trasporti, rifiuti).

Tutte le misure sono basate su una valutazione d’impatto dettagliata e sul contributo di organismi scientifici come l’IPCC e il Comitato consultivo europeo sui cambiamenti climatici.

Condizioni abilitanti per un’Europa più resiliente e competitiva

Per raggiungere l’obiettivo climatico 2040, l’UE punta a rafforzare le cosiddette “condizioni abilitanti”, tra cui:

  • Una base industriale solida e tecnologicamente avanzata;
  • Una transizione equa, inclusiva e socialmente sostenibile;
  • Un livello di concorrenza equilibrato con i partner globali.

Il nuovo assetto normativo post-2030 sarà guidato dai principi di neutralità tecnologica, semplicità normativa, efficienza e sostenibilità economica.

Clean Industrial Deal: le prime misure operative

Nell’ambito della strategia per il target 2040, la Commissione ha anche presentato una Comunicazione sul Clean Industrial Deal, che comprende:

  • Nuovi aiuti di Stato per investimenti in tecnologie verdi;
  • Semplificazione del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM);
  • Incentivi fiscali per la decarbonizzazione industriale;
  • Linee guida per l’espansione delle energie rinnovabili e la riduzione dei costi energetici.

Tra le prossime azioni:

  • Misure per la produzione di componenti per reti elettriche e supporto ai Power Purchase Agreements (PPA);
  • Lancio della Banca europea per la decarbonizzazione industriale;
  • Piano d’azione per il settore chimico;
  • Tavoli di lavoro con imprese e stakeholder settoriali.

Il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), atteso entro fine luglio, definirà le risorse europee dedicate alla transizione climatica nel prossimo decennio.

Un segnale forte in vista della COP30 in Brasile

Con il target del -90% al 2040, l’Unione Europea intende presentarsi alla COP30 di Belém (Brasile) come leader globale nella lotta al cambiamento climatico. La Commissione lavorerà con la Presidenza del Consiglio per definire la nuova Contribuzione Determinata a livello Nazionale (NDC) dell’UE, in linea con gli impegni dell’Accordo di Parigi.

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