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Cambiamenti climatici, gli obiettivi del Global Climate Change Alliance (Plus)

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Il Consiglio europeo accoglie con favore la relazione speciale 04/2023 della Corte dei conti europea in materia di clima e biodiversità e punta a misurare l’impatto e i risultati delle azioni finanziate dall’Ue nei Paesi partner

Un solido sistema di monitoraggio e valutazione

La relazione annuale 2023 sugli strumenti di azione esterna dell’Ue nel 2022 ha sottolineato che l’Europa deve sviluppare ulteriormente le risposte ai cambiamenti climatici e di protezione della biodiversità “per raggiungere gli obiettivi concordati”.

L’impegno dell’Europa può essere più efficace e più tangibile attraverso un solido sistema di monitoraggio e valutazione, che misuri costantemente l’impatto e i risultati delle attività sovvenzionate dall’Unione europea nei paesi partner a favore del clima.

La definizione di indicatori appropriati

La valutazione del Consiglio dell’Unione europea è positiva e definisce i passi avanti compiuti in materia di clima e biodiversità nell’ambito dell’azione esterna dell’Ue, ma rimarca i punti su cui l’Europa deve migliorare.

Le indicazioni fornite nella relazione prevedono la definizione di indicatori appropriati e di obiettivi per misurare i risultati delle attività.
È necessario anche un “riesame regolare” degli stessi obiettivi sul clima, soprattutto se risulta evidente che non sono disponibili fondi sufficienti.

Applicare criteri oggettivi

I costi preventivati devono essere analizzati sistematicamente, così da evitare la duplicazione delle strutture di supporto e dei flussi di finanziamento.

Devono inoltre essere applicati “criteri oggettivi” che tengano conto anche del contributo economico ricevuto dalle nazioni extra Ue.

Meccanismi di supporto economico innovativi

Il Consiglio europeo ricorda che la diplomazia del clima e dell’energia “è una componente fondamentale della politica estera dell’Unione”.

Gli Stati membri sono sempre impegnati a collaborare con i partner in tutto il mondo “per sostenere le persone più vulnerabili delle zone insulari in via di sviluppo” nel loro adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici.

Per far ciò è necessario che gli Stati membri concedano ulteriori finanziamenti, derivanti dal settore privato e da donatori, anche attraverso “sistemi non tradizionali e meccanismi di supporto economico innovativi”, precisa il Consiglio dell’Ue.

L’Unione europea, il 27 Stati membri e la Banca europea per gli investimenti danno, uniti, il maggior contributo di finanziamenti pubblici per il clima a livello mondiale, con 23 miliardi di euro nel 2021, di cui oltre il 50% destinato all’adattamento.

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