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Entra in funzione il grande progetto americano di produzione e stoccaggio dell’energia solare

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Parte in California il progetto Edwards & Sanborn Solar + Energy Storage. Si tratta della più grande iniziativa americana di produzione e stoccaggio dell’energia solare, nata dal lavoro delle aziende Terra-Gen e Mortenson. Il gigantesco hub sarà caratterizzato da 1,9 milioni di pannelli.

Il progetto

Il progetto conosciuto come ‘Edwards & Sanborn Solar + Energy Storage’ consiste in 875 MW di energia solare e 3.320 MWh di stoccaggio energetico, per dar vita alla più grande iniziativa americana in ambito fotovoltaico e accumulo a batteria.

Si è conclusa di recente la costruzione del sito, avviata nel primo trimestre del 2021 grazie al lavoro di due importanti aziende statunitensi: Terra-Gen e Mortenson, che hanno collaborato per garantire l’installazione di quasi 2 milioni di pannelli e oltre 3 GWh conservati nelle batterie di LG Chem, Samsung e BYD.

1,7 miliardi di dollari

Per rendere tutto questo concreto, hanno lavorato più di 1.000 artigiani per oltre un milione di ore di lavoro, avvalendosi di diversi round di finanziamento per 1,7 miliardi di dollari investiti. Il grande punto di forza dell’impianto sarà dato dall’utilizzo sia di una pila indipendente, che di tecnologie che catturano i raggi del Sole per ricaricarsi.

Ma sono soprattutto gli innumerevoli pannelli realizzati da First Solar e prodotti localmente che permetteranno alla California di allacciare alla propria rete l’immenso parco solare, con una capacità di interconnessione pari a 1,3 GW.

Alimentare circa 238.000 abitazioni

Secondo le previsioni delle società coinvolte, l’elettricità pulita prodotta sarà sufficiente ad alimentare circa 238.000 abitazioni della città di San José, con una riduzione stimata di 320.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica all’anno.

Per lo Stato Americano, ma in generale per tutto il Continente, il gigantesco sito rappresenta un altro passo in avanti per la crescita del fotovoltaico e delle rinnovabili.

Bisogna infatti ricordare che sui pannelli solari si sta investendo in ogni zona degli Usa, con impianti installati anche sugli edifici governativi come il Pentagono, e con nuovi metodi per l’accumulo anche domestico, come il cosiddetto ‘scambio sul posto’.

Di che si tratta? Non è altro che un meccanismo che consente di immettere l’eventuale eccesso di elettricità prodotta da un parco solare nella rete nazionale, al fine di poterne poi usufruire nei momenti di maggiore richiesta. Quali saranno i prossimi traguardi da soddisfare?

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