Roma, 04/03/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

La Cina riapre tutto e cresce la domanda globale di petrolio, verso i 101 milioni di barili giornalieri nel 2023

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A trainare questo aumento secondo l’Iea c’è la riapertura della Cina, che di fatto ha chiuso con la strategia della tolleranza zero sul Covid-19 (si prospetta che circa la metà di quest’aumento di domanda di petrolio derivi proprio dal gigante asiatico), e la ripresa della domanda di carburanti nel settore del trasporto aereo (+840 mila barili giornalieri stimati per il 2023).

Un mondo che non vuole mollare il petrolio

Il petrolio sembrava cosa superata, un vecchio arnese da riporre in cantina. Invece no. Mentre negli ultimi anni si parlava solo di gas e fortunatamente anche di fonti energetiche rinnovabili, il caro vecchio inquinante oro nero veniva lasciato un po’ ai margini del chiacchiericcio mediatico, ma in maniera forzata probabilmente.

Non c’era infatti motivo di una marginalizzazione di questa risorsa energetica fossile nell’informazione globale e locale sul migliore mix energetico da raggiungere per affrontate le sfide che abbiamo di fronte.

Nonostante i Paesi Ocse avessero registrato un calo nell’ordine di 900 mila barili al giorno nell’ultimo trimestre del 2022, per tutti gli altri Paesi non-Ocse si registrava al contrario un aumento superiore ai 500 mila barili al giorno.

Il petrolio era ed è ancora un combustibile fossile di grande importanza, non solo in termini prettamente energetici, ma soprattutto finanziari e di mercato. Secondo nuove stime dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), nel 2023 si potrebbe toccare la cifra record di 101,7 milioni di barili di petrolio al giorno, segno inequivocabile della sua centralità nelle economie globali ancora.

Domanda trainata dalla Cina e dalla ripresa del trasporto aereo globale

A livello mondiale, quindi, si estrarranno quasi 2 milioni di barili di petrolio al giorno, con buona pace della transizione energetica ed ecologica.

A trainare questo inaspettato aumento c’è la riapertura di tutto in Cina, che di fatto ha posto una fine alla strategia di zero tolleranza sul Covid-19 (si prospetta che circa la metà di quest’aumento di domanda di petrolio derivi proprio dal gigante asiatico), e la ripresa della domanda di carburanti nel settore del trasporto aereo (+840 mila barili giornalieri stimati per il 2023).

Al contempo, però, c’è da considerare anche l’azione progressiva dei progetti per aumentare l’efficienza energetica e diffondere l’elettrificazione, che assieme potrebbero ridurre la domanda mondiale di 900 mila barili di petrolio al giorno.

Un futuro energetico incerto

Rimane da valutare bene il ruolo della Cina e quello della Russia, gli effetti delle sanzioni europee ed americane contro Mosca e la partita che giocheranno i Paesi Ocse/non-Ocse.

In questo scenario, il prezzo di molti prodotti derivati dal petrolio, come il gasolio, potrebbero aumentare e di parecchio, come conseguenza delle sanzioni. A dicembre proprio la Russia ha esportato il numero record di 1,2 milioni di barili di gasolio al giorno, di cui ancora il 60% circa era destinato all’Europa.

Il diesel cinese potrebbe sostituire quello russo sanzionato, ma qui potrebbe aprirsi un altro fronte con Washington, che non vede mai di buon occhio un rapporto commerciale proficuo tra Bruxelles e Pechino.

Giornalista

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