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Piccoli reattori nucleari portatili per alimentare fino a 1.000 famiglie

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Come alimentare le case? Utilizzando dei piccoli reattori nucleari portatili grazie a una recente scoperta scientifica di Radiant.

Reattori nucleari portatili in casa

L’azienda Radiant vorrebbe costruire dei piccoli reattori nucleari portatili che potrebbero essere utilizzati in casa per alimentare fino a 1.000 famiglie

L’idea è quella di concentrare tutta la capienza energetica possibile in ciascuno di questi sistemi, con il fine di dare un sostegno ai cittadini. Il carburante di questi reattori saranno le cosiddette ‘particelle TRISO’.

I primi test messi a punto dagli esperti hanno portato a dei risultati incoraggianti, riuscendo a dimostrare che, anche ad elevate temperature, queste tecnologie non si danneggiano. Ma ancora si tratta solo di una scoperta agli esordi, che dovrà essere ben sviluppata dopo averne valutato pro e contro. 

Cosa sono le particelle TRISO e quali le caratteristiche 

Si tratta di particelle molto piccole ma robuste, costituite da un nucleo di uranio, carbonio e ossigeno che è incapsulato da tre strati di materiali che impediscono il rilascio di prodotti di fissione radioattivi.

Il TRISO può essere fabbricato in pellet cilindrici o in delle sfere dalle dimensioni di una palla da biliardo, e diversi studi hanno dimostrato come questo combustibile sia più resistente all’irradiazione dei neutroni, alla corrosione, all’ossidazione e alle alte temperature, rispetto a quelli utilizzati di solito per i reattori.

Tra le caratteristiche però, la più importante sta nella sicurezza: ogni particella agisce come un vero e proprio sistema di contenimento, grazie al triplo rivestimento che permette di trattenere i prodotti di fissione in tutte le condizioni del reattore, sia operative che accidentali. 

Questo carburante fu sviluppato per la prima volta negli Stati Uniti e nel Regno Unito negli anni ’60. Poi, nel 2002, il Dipartimento dell’Energia statunitense cercò di migliorarne le prestazioni e i metodi di produzione ad esso collegati. 

I reattori modulari e il nucleare in Italia

La spinta verso i reattori modulari avanzati, avvenuta in America a partire dal 2015, ha riportato l’attenzione verso il TRISO, anche di recente.

Proprio due mesi fa, 13 membri Ue, tra i quali anche l’Italia, hanno sottoscritto un documento per richiedere un quadro industriale e finanziario favorevole ai progetti nucleari.

Gli Stati hanno anche evidenziato come i piccoli reattori modulari possano contribuire, insieme alle grandi centrali, alla sicurezza energetica, sviluppando competenze e una propria indipendenza tecnologica.

Adesso in Italia, il nucleare sarà incluso nel mix energetico per la lotta al cambiamento climatico, con una mozione votata in Parlamento e il sì della Camera che potrebbe essere interpretato come la sconfitta del comparto italiano delle rinnovabili, in crescita ovunque nel mondo. 

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