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Ansaldo Energia lavora a una nuova centrale a ciclo combinato hydrogen-ready in Germania

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Ansaldo Energia firma un contratto con Tecnicas Reunidas e un’importante utility tedesca per la realizzazione di una centrale a ciclo combinato hydrogen-ready in Germania, che possa portare a uno sviluppo del settore e a un maggior supporto alla decarbonizzazione.

H2-Ready

La nuova centrale che nascerà in Germania sarà a ciclo combinato hydrogen-ready, e potrebbe così dimostrare la fattibilità economica di questo genere di siti sui quali si sta lavorando in tutto il mondo. Ma quando parliamo di strutture di questo tipo a cosa ci riferiamo nello specifico?

L’idoneità all’idrogeno, o H2-Ready, si riferisce alla capacità di un componente o di un sistema di lavorare con il carburante ottenuto in modo sostenibile, al fine di raggiungere gli obiettivi globali di riduzione delle emissioni.

Parliamo di siti che potrebbero non solo aiutare nella lotta al cambiamento climatico, ma anche garantire l’approvvigionamento energetico del futuro, quando le fonti alternative non saranno più in grado di farlo.

L’Istituto di ricerca tedesco Reiner Lemoine ha anche pubblicato uno studio su quelle che sono le diverse definizioni che vengono date alle centrali H2-Ready, con l’obiettivo di fornire delle informazioni sul tema e far capire cosa significhi essere pronti per l’utilizzo del combustibile, soprattutto in termini tecnici e normativi. Al momento comunque, a livello europeo, non esiste comunque una spiegazione dettagliata.

Il contratto

Il contratto tra l’italiana Ansaldo Energia, l’azienda spagnola Tecnicas Reunidas e un’importante utility tedesca la cui identità è ancora ignota, darà vita a un nuovo impianto dalle elevate prestazioni, che avrà a sua disposizione una turbina a gas GT36, una a vapore, una caldaia e un condensatore.

La GT36, in particolare, avrà una potenza in ciclo combinato di 800 MW, per alimentare oltre 500.000 abitazioni e già oggi in grado di funzionare con una miscela di idrogeno al 50%, con la capacità di raggiungere anche il 100% grazie al suo esclusivo sistema di combustione sequenziale, sperimentato proprio dalla società per azioni italiana.

L’accordo sarà comunque operativo dopo che la Germania avrà perfezionato il proprio quadro normativo, in modo da valutare i costi legati alla nuova opera sulla quale si attendono le necessarie autorizzazioni.

Emissioni zero

In generale, la centrale sarà una tappa del percorso compiuto del Paese per arrivare e emissioni zero, anche se bisognerà prestare sempre più cautela per l’utilizzo del combustibile.

Per l’Istituto Lemoine, per esempio, l’idrogeno dovrebbe essere utilizzato in questi siti solo quando non ci sono a disposizione alternative più efficienti. In generale comunque, si dovrebbe più lavorare a livello comunitario, come suggerito anche dagli scienziati, per capire da dove possa nascere questa predisposizione all’H2, e poi verificarne costi, fattibilità, vantaggi e svantaggi.

La propensione di un determinato impianto, con una conversione sicuramene graduale, è dunque un processo delicato che esige regole ed estrema attenzione.

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