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Energia geotermica dai vulcani, il progetto islandese Krafla Magma Testbed

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Potrebbe presto partire in Islanda il progetto Krafla Magma Testbed, con l’obiettivo di sfruttare il magma come fonte di energia geotermica. Quali le possibilità? Quali le sfide da affrontare? Parliamo di un Paese in cui la geotermia è già il vettore principale da anni.

L’eruzione in Islanda

L’eruzione in Islanda avvenuta ieri a sud-ovest della capitale fa tremare il Paese. È la prima volta che la lava raggiunge una zona residenziale dopo l’ultimo episodio del 1973. Il magma infatti è arrivato vicino alle case e sulle strade, terrorizzando i residenti già spaventati i giorni scorsi per via di un forte terremoto, e costretti poi ad abbandonare le proprie abitazioni.

Il Dipartimento di pubblica sicurezza della polizia nazionale ha dichiarato lo stato di emergenza, mentre la premier islandese, Katrín Jakobsdóttir, ha descritto la situazione come “terrificante”. Da un punto di vista energetico però, l’attività vulcanica ha riportato alla luce un progetto unico nel suo genere: sfruttare il magma per potenziare la geotermia.

Le potenzialità dell’Islanda

Su questo settore, non si possono infatti non prendere in considerazione le potenzialità dell’Islanda, per il quale l’energia geotermica rappresenta il vettore principale che permette di riscaldare il 90% delle abitazioni, producendo il 70% dell’elettricità totale.

Sono anni che si parla dell’iniziativa Krafla Magma Testbed (KMT), nata da un’idea dell’azienda omonima con l’ambizione di migliorare il monitoraggio dei vulcani e capire come poter usufruire al massimo dei benefici offerti da tali risorse naturali, oltre che dalle moderne tecnologie.

Uno degli obiettivi della società islandese è anche superare i limiti attuali, lavorando per la sicurezza di tutti quei civili che vivono nelle zone più esposte e pericolose.

Le sfide da affrontare

Quali sono dunque le sfide da affrontare? Per l’azienda, l’accesso alle elevate temperature potrebbe portare a un aumento esponenziale della produzione energetica. E per la stessa ragione, un impianto basato sul tale sistema potrebbe generare fino a 10 volte più elettricità rispetto a un sito convenzionale.

Bisogna anche considerare che il vulcano Krafla in Islanda è uno dei più attivi del pianeta, con una camera magmatica in grado di raggiungere i 1.300 °C e che si trova a una profondità accessibile, nonostante le difficoltà.

Fonte di energia pulita illimitata

Le possibilità di successo del progetto non si possono ancora sapere con certezza. Di certo però, le risorse delle quali dispone l’isola sono molto preziose e potrebbero rappresentare una fonte di energia pulita illimitata.

Già l’Islanda è conosciuta per essere uno dei Paesi meno inquinati al mondo, anche grazie alla presenza di 30 vulcani e 120 montagne dalle quali proviene un quarto dell’elettricità nazionale. Se l’iniziativa Krafla Magma Testbed dovesse portare risultati positivi, si potrebbero poi raggiungere livelli di sostenibilità ed efficienza energetica ancora più elevati.

Nemmeno sulle tempistiche si hanno delle idee chiare, ma si ipotizza che entro il 2026 inizieranno i lavori di perforazione, e che entro 2027 sarà completato e reso operativo il primo centro di ricerca. La KTM ha spiegato che tali incertezze derivano dall’originalità di un’iniziativa mai sperimentata prima d’ora.

In Italia

Un altro Paese che ha grandi potenzialità geotermiche in tal senso è il Cile, con ben 37 vulcani situati nel proprio territorio.

In Italia invece, nonostante la disponibilità di risorse grazie alla presenza dell’Etna, del Vesuvio e di Stromboli, non si è ancora trovato il modo di superare tutte le difficoltà burocratiche, amministrative e di carattere tecnico legate una vera attività di perforazione, compresi rischi di potenti eruzioni.

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