Roma, 18/07/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Stop alle caldaie a gas  

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Tra le varie proposte di Bruxelles per contribuire alla lotta contro i combustibili fossili, c’è anche lo stop alla vendita di caldaie a gas, o la loro sostituzione a partire dal 2029. 

Le proposte green delle istituzioni Ue 

Con la crisi energetica in atto e tutte le conseguenze che ne sono derivate, l’Unione Europea sta proponendo delle soluzioni che possano favorire la decarbonizzazione e la transizione circolare

Quali sono queste proposte? Dalla direttiva Case Green allo stop alla vendita di auto a benzina e diesel dal 2035; dalla normativa Euro 7 al divieto dell’utilizzo e delle nuove installazioni di caldaie a gas.

Basta con le caldaie a gas 

Entro questa settimana dovrà essere votato il provvedimento che prevede lo stop alle caldaie a gas.Se approvato, dal 2025 non sarà più possibile installarle in nuovi edifici e in quelli in ristrutturazione. Mentre, a partire dal 2029, è probabile che entri in vigore il divieto assoluto di vendita in ogni Paese membro. 

Si tratterebbe di un cambiamento importante per tutta l’Europa, considerando che, secondo Eurostat, nel 2021 il gas naturale rappresentava la principale fonte di calore, con una quota pari al 38,2% e seguita, solo dopo, dalle energie rinnovabili, con il 31,6%

Le agevolazioni 

Ci sono già in vigore delle agevolazioni per sostituire le caldaie a gas, con un bonus del 50% per gli interventi di ristrutturazione semplice fino a un importo massimo di 30.000 euro. Ma non solo.

Altro incentivo è rappresentato dall’ecobonus, con uno sconto al 65% per sostituire la caldaia con una equivalente di classica energetica superiore. Ma tutti questi benefit, se il testo della direttiva Case Green dovesse essere confermato anche nei prossimi passaggi, potrebbero essere modificati ed essere destinati soprattutto ad apparecchi ibridi, certificati per essere alimentati da fonti green. 

I risultati del voto del Parlamento Ue e le reazioni dell’Italia

Il Parlamento Ue ha approvato ieri, con 343 favorevoli, 216 contrari e 78 astenuti, l’ultimo testo sulla direttiva che prevede l’efficientamento energetico per gli edifici, stimando che circa 1,8 milioni di immobili dovranno essere riqualificati al 2030 in Italia. 

A tal proposito, ci sono state reazioni dure da diversi esponenti del governo, e dunque dal centro-destra, che ha dichiarato che farà di tutto per cambiare il provvedimento durante i negoziati tra gli Stati membri al Consiglio. Al contrario, a favore si sono espressi il Pd, il M5S E i Verdi

In particolare, il ministro Salvini ha scritto su Twitter che la direttiva è “una patrimoniale contro l’Italia e una mazzata economica”, mentre Gilberto Pichetto Fratin ha evidenziato in una nota quanto sia “insoddisfacente per l’Italia”

Secondo ciò che è stato stabilito ieri, scatterà il divieto di utilizzare sistemi di riscaldamento a combustibili fossili, e quindi, soprattutto, le caldaie a gas. 

Ma in questi obblighi non rientrano però i sistemi e gli impianti ibridi, come quelli costituiti da una pompa di calore o le caldaie certificate per bruciare sia gas fossile che idrogeno, cosidette “hydrogen ready”. Vedremo cosa succederà nelle prossime tappe. 

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