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Siccità e Opec minano la stabilità del prezzo del gas

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Crisi idroelettrica e taglio della produzione di petrolio da parte dell’Opec rischiano di inficiare l’equilibrio raggiunto negli ultimi mesi in tema di costi dell’energia. Bollette del gas e dell’elettricità potrebbero, infatti, gonfiarsi vertiginosamente durante la stagione calda, annullando gli sforzi compiuti sinora.

Allarme siccità

Nonostante i trend in diminuzione dei costi dell’energia elettrica e del gas, che nei mesi invernali si sono dimostrati anche più bassi delle attese, l’allarme siccità potrebbe invertire la rotta durante l’estate. Secondo il Rapporto sull’energia di Renantis, vi sarebbe, infatti, un elevato potenziale rialzista a causa della carenza di acqua che condizionerà la produzione di energia elettrica a partire da fine maggio.

Riduzione del prezzo del gas ed inversione di tendenza

I primi tre mesi del 2023 si sono distinti per il clima particolarmente mite e un’offerta energetica di gran lunga eccedente la domanda. Questo ha comportato il dimezzamento del costo del gas, che ha condizionato anche il prezzo dell’energia elettrica. il Pun, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica rilevato sulla borsa elettrica italiana, a marzo ha raggiunto i 136,3 euro al MWh, rispetto ai 308,7 dello stesso mese nel 2022, con una diminuzione di oltre il 55%. Si tratta di un abbassamento significativo, sebbene ancora non del tutto normalizzato rispetto ai livelli pre-guerra (soglia superiore ai €100MW), che però rischia di essere inficiato dalla crisi idrica che il Paese sta attraversando.

Le quotazioni restano sensibili alle notizie di mercato

Secondo i dati registrati e la direzione intrapresa, la considerevole quantità di gas immagazzinata dall’Europa, pari al 55%, faciliterà il processo di approvvigionamento, iniziato ad aprile, in vista del prossimo inverno. Tuttavia, le quotazioni restano molto sensibili alle notizie di mercato, come il taglio della produzione di petrolio da parte di Opec. Altrettanto preoccupante è il fattore “acqua”. La ridotta produzione idroelettrica, e di conseguenza la resa energetica delle tecnologie nucleari e termiche, giocherà un ruolo fondamentale nella definizione dei prezzi nei mesi della stagione calda.

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