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Norvegia: un gasdotto per soddisfare la sete europea

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Alla luce della crisi energetica internazionale e della rinnovata sete di gas europea, il governo norvegese ha incaricato Gassco, operatore energetico che si occupa del trasporto integrato di gas naturale, di rivalutare il progetto di gasdotto scartato nel 2021. Il Barents Sea Pipeline (BSP),progetto da 1,9-5,4 mld $, consentirebbe di aumentare l’export del Paese scandinavo verso l’Europa.

Un nuovo gasdotto nell’Artico

Un nuovo gasdotto nell’Artico per rispondere alla crescente domanda Europea. La Norvegia potrebbe avere un ripensamento sul progetto scartato nel 2021, ma che oggi aiuterebbe il Paese scandinavo, divenuto primo fornitore di gas del continente dall’invasione russa dell’Ucraina, ad incrementare l’export. 

Esportazioni norvegesi di gas nel 2022

Gassco, operatore energetico norvegese attivo nel settore del trasporto integrato di gas naturale, solo nel 2022 ha esportato in Europa un totale di 116,9 miliardi di metri cubi di combustibile (per una quantità di energia pari a circa 1286 TWh), una cifra record se confrontata con quelle degli anni precedenti. In particolare, un forte incremento della domanda si è registrato in Germania, che ha importato dalla Norvegia 54.8 miliardi di metri cubi, l’11% in più rispetto all’anno precedente.

Maggiore sicurezza negli approvvigionamenti di gas

Alla luce della situazione energetica attuale (e del recente via libera del G7 a proseguire con gli investimenti di gas),  quindi, un nuovo gasdotto nell’estremo nord del Paese, significherebbe rafforzare il posizionamento internazionale della Norvegia come fornitore, e al tempo stesso garantire all’Europa una maggiore sicurezza negli approvvigionamenti. 

Gas naturale parte del mix energetico del futuro?

L’interesse delle compagnie energetiche nell’esplorazione del Mare di Barents per il trasporto di petrolio e gas si era attenuato negli ultimi anni, sia a causa dei costi elevati, sia a causa delle limitate opportunità di esportazione in mercati già saturi e, potenzialmente, sempre più orientati verso altre fonti di energia.

Le ristrettezze imposte dal conflitto russo ucraino e la nuova sete di gas hanno ribaltato la situazione. La realizzazione di un nuovo gasdotto nell’Artico risveglierebbe gli interessi sopiti, confermando la permanenza del gas naturale nel mix energetico del futuro.  

Il progetto Barents Sea Pipeline

A marzo, il Ministero norvegese del petrolio e dell’energia ha chiesto a Gassco di valutare diverse alternative per aumentare le opzioni di trasporto del gas dal Mare di Barents meridionale. Al momento,infatti, il gas prodotto nella regione può essere esportato solo tramite l’impianto di gas naturale liquefatto (GNL) di Equinor (EQNR.OL) Hammerfest.

Il Barents Sea Pipeline (BSP),progetto da 1,9-5,4 mld $, è un tubo sottomarino di quasi 200 km che dovrebbe collegare i giacimenti di Snøhvit e Albatross con l’impianto per export di gas naturale liquefatto di Melkøya, sulla terraferma vicino alla città di Hammerfest.

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