Roma, 04/03/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

E-Mobility. In Italia dobbiamo decidere se essere trasportati o se guidare la trasformazione.

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La rivoluzione dell’auto a batteria rende questa tecnologia altamente competitiva, incidendo fortemente nel percorso di decarbonizzazione e dunque, nel settore delle rinnovabili e delle infrastrutture di supporto. “100 Italian E-Mobility Stories 2023 , promosso da Enel e dalla Fondazione Symbola, mette in luce un cambiamento in cui l’Italia, grazie a un’eredità genetica forte nella filiera della mobilità, può essere protagonista. Il processo richiede però attenzione da parte di imprenditori, industriali, e attori anche diversi da quelli attuali.

L’impatto sull’economia e le rinnovabili

Con circa 20 milioni di mezzi di trasporto per passeggeri, 1,3 milioni destinati ad uso commerciale e oltre 280 milioni di ciclomotori, scooter e motocicli, il mercato dei veicoli elettrici dovrebbe coprire il 50% degli spostamenti su strada entro il 2030.

Questo non significa che le auto a combustione interna scompariranno del tutto, ma che quello della mobilità elettrica è un settore in crescita, con un indotto inestimabile per l’economia, e non solo. Se lo sviluppo del settore è, infatti, destinato a creare migliaia di posti di lavoro, incide non poco anche su rinnovabili e trasformazione delle infrastrutture di supporto ai nuovi input energetici. Come sarà la rete elettrica quando le auto in circolazione saranno miliardi?

Inoltre, come ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in italy Adolfo Urso, visto che il comparto, a livello europeo, genera circa il 20% delle emissioni totali di anidride carbonica, il tema della mobilità sostenibile e della decarbonizzazione del settore dei trasporti è decisivo per centrare gli obiettivi di riduzione di CO 2.

100 Italian E-Mobility Stories 2023

Trainata dalle tecnologie BEV (Battery Electric Vehicle), ormai l’ e-mobility non è più una questione di mero “spostamento”, bensì la leva di una rivoluzione. Lo hanno chiarito bene Francesco Starace, Ceo di Enel, Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola ed Elisabetta Ripa, Ceo Enel X Way, durante la presentazione della quarta edizione di “100 Italian E-Mobility Stories 2023”.

Riportare l’esperienza di cento eccellenze dell’e-Mobility Made in Italy ha proprio lo scopo di mettere in evidenza la centralità della mobilità elettrica nel discorso legato alla transizione energetica in Italia, i passi compiuti fino ad ora in questo senso e le prossime, imprescindibili, tappe. 

Il ruolo e l’eredità dell’Italia

Sebbene l’Italia tenda a restare sempre un po’ indietro rispetto agli altri, in questo settore può fare da apripista. Un Paese come il nostro , infatti, in cui la filiera della mobilità ha un patrimonio genetico forte e il trasporto è inteso anche come strumento di democrazia, ha tutte le carte in regola per fare da guida nel processo di elettrificazione dei veicoli. Ovviamente non bisogna affrontare le sfide del futuro con gli occhi del passato, comprendendo in che modo cambieranno le abitudini e cosa occorre per rendere il settore competitivo rispetto all’industria automobilistica tradizionale. 

Se si pensa che solo nel 2022 sono state immatricolate in Italia 50.000 auto elettriche, più di quello che è stato venduto in un mese in Germania, siamo sulla buona strada.

Nuovi e vecchi attori

Per ampliare l’accesso al mercato delle auto elettriche è necessario, innanzitutto, ridurre i costi di produzione e trovare nuove soluzioni che soddisfino i requisiti di peso e prestazione delle batterie. Questo significa coinvolgere nuovi attori (l’industria chimica è uno di questi) e sfruttare al contempo l’ampio spettro di competenze e tecnologie sviluppate lungo tutta la filiera della mobilità. Nella componentistica, ad esempio, l’Italia è seconda in Europa.

Le aziende nostrane creano, prototipano e realizzano motori, statori, freni, elettronica, fino a scocche e pacchi batterie con la presenza di un Battery Hub dedicato per l’assemblaggio a Torino. Inoltre, non mancano designer, chiamati in tutto il mondo a ripensare le nuove forme della mobilità elettrica. 

Gigafactory made in Italy

In un’Italia frenata dalla burocrazia e dai costi, avanzano comunque progetti per la realizzazione di gigafactory. Oltre allo stabilimento FIB Teverola 2, nel casertano, che dovrebbe aggiungersi all’omonima centrale dalla capacità produttiva di 350 MWh, sono in sviluppo i progetti di Italvolt, che a regime ospiterà 3 mila dipendenti e sorgerà nell’ex Olivetti di Scarmagno, nella provincia di Torino, e quello di Automotive Cells Company (ACC), joint-venture tra Stellantis, Mercedes e TotalEnergies, che mira ad una produzione di almeno 120 GWh entro il 2030 con una nuova gigafactory negli ex stabilimenti Stellantis in provincia di Campobasso, a Termoli.

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