Roma, 18/06/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

E-mobility: €713 milioni per le colonnine ma bandi disertati

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Sembra che l’e-mobility debba superare ancora diversi ostacoli prima di affermarsi. In Italia il settore non riesce a decollare. A dimostrarlo sono i risultati insoddisfacenti degli ultimi bandi per la realizzazione della rete, urbana ed extraurbana, di nuove colonnine di ricarica per veicoli elettrici, ai quali il MASE ha destinato 713 milioni di euro. Magra consolazione, la concessione e l’erogazione da parte del MIMIT, del bonus colonnine, il contributo a privati e condomini per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica.

713 milioni di euro destinati dal Mase

Tempi duri per l’e-mobility. Mentre l’America chiude le porte ai veicoli elettrici cinesi imponendo dazi al 100% sulle importazioni, come riportato dall’Economist, in Italia si propone un altro problema. Il settore non riesce a decollare. E questo accade nonostante il MASE, sulla spinta del PNRR, abbia destinato alla realizzazione della rete di colonnine per le auto elettriche 713 milioni di euro. Perchè? In Gazzetta Ufficiale sono presenti i decreti che sanciscono nuovi criteri e modalità per l’assegnazione dei fondi ai nuovi bandi da pubblicare entro il 30 giugno 2026, ma le gare non raccolgono i frutti previsti. 

Un percorso ad ostacoli

Il target è attualmente di 13.775 colonnine di ricarica per le strade urbane, e di 7.500 per le superstrade, ma i primi due bandi da 270 milioni di euro non sono andati a buon fine, sia in termini di assegnazione contributi in ambito extraurbano (150 milioni), sia in termini di defezioni. A quanto pare, i tempi stretti (solo 30 giorni) e forti incognite sulla tempistica di collegamento alla rete elettrica potrebbero aver inciso sulla riuscita delle competizioni indette.

Dieci lotti assegnati ad Enel

Delle 4.951 stazioni di ricarica previste per le strade urbane dal primo bando, dieci lotti sono stati assegnati ad Enel, principale operatore italiano con una quota di mercato pari al 40% e 21mila colonnine sul territorio. Tre dei lotti in questione eccedevano il numero massimo ammesso per operatore, mentre sugli altri, 1.865 stazioni e 3.700 punti di ricarica, l’azienda sta mantenendo il proprio programma di installazione. Le aree geografiche coprono Roma, Milano, Napoli e Bari, per una tecnologia standard (22 kWh di potenza di ricarica), fast (fino a 150 kWh) e ultrafast (da 150 a 350 kWh).

La defezione di Eni 

A differenza di Enel, Eni Plenitude, tra i maggiori player italiani del settore e-mobility, ha deciso di tirarsi fuori, dichiarando di voler proseguire solo su alcuni degli ambiti di cui era stata assegnataria. 

Il Bonus colonnine

Intanto il MIMIT, con decreto del 9 maggio 2024 ha disposto la concessione e l’erogazione per le domande presentate dal 15 febbraio 2024 al 14 marzo 2024 del bonus colonnine, ossia il contributo a privati e condomini per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica. Si tratta di un incentivo pari all’80% del prezzo di acquisto e posa delle infrastrutture per la ricarica elettrica, come ad esempio colonnine o wall box. Il limite massimo del contributo è di 1.500 euro per gli utenti privati e fino a 8.000 euro in caso di installazione sulle parti comuni degli edifici condominiali.

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