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Con reti vecchie e desuete l’Europa rischia il blackout

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Le infrastrutture elettriche sono sistemi complessi che oggi devono rispondere alle sfide della decentralizzazione e dell’elettrificazione dei consumi. Secondo l’associazione europea dell’industria energetica Eureletric, per modernizzare le reti elettriche e, dunque, garantire una capacità sufficiente a soddisfare la domanda in Europa, occorrerebbero €375-425 miliardi di investimenti, un aumento del 40% rispetto al 10% effettivamente registrato.

Elettrificazione dei consumi

Di fronte alla crescente elettrificazione dei consumi che ha fatto impennare la domanda di energia elettrica, l’Europa appare sotto pressione. 

All’inizio del 2021, Eurelectric aveva stimato che per adattare la rete alla nuova era dell’elettrificazione sarebbero stati necessari 375-425 miliardi di euro di investimenti, un aumento del 40% rispetto al 10% effettivo registrato ad oggi.

Il ritardo degli investimenti in infrastrutture in grado di garantire un maggior afflusso energetico minaccia, secondo alcuni, un imminente blackout. L’installazione di nuove stazioni di ricarica per veicoli elettrici, la produzione sempre più decentralizzata di elettricità, così come l’aumento delle pompe di calore nelle abitazioni rischiano di compromettere, con il sovraccarico, la resa delle reti di distribuzione locale. Secondo l’Associazione europea delle pompe di calore (EHPA) i dispositivi elettrici di climatizzazione sono cresciuti, dopo un picco del 34% nel 2021, a un tasso di oltre il 20%.

Altrettanto rilevante il dato sulle vendite di veicoli elettrici nel 2022 in Europa, aumentate del 27% rispetto all’anno precedente. 

Le reti elettriche attuali non possono tenere il passo

A causa della crisi energetica derivante dal conflitto Russo-Ucraino, ai cittadini di tutta Europa  è stato chiesto di limitare i propri consumi per evitare il collasso della rete. Tra le misure emergenziali adottate, vi è stato, infatti, anche l’obbligo di ridurre il consumo di elettricità del 5% nelle ore di punta. Molte e diversificate sono state le raccomandazioni in tal senso e le azioni intraprese dai singoli governi europei per limitare i danni. In Finlandia, ad esempio, gli automobilisti sono stati esortati a evitare di riscaldare le proprie auto al mattino, mentre ai consumatori britannici è stato chiesto di ridurre il consumo di elettricità tra le 16:00 e le 19:00. Ma quanto è servito?

La Germania

Klaus Müller, presidente della Federal Network Agency tedesca, la Bundesnetzagentur, in un ’intervista rilasciata a Taggspiegel si è detto preoccupato per la situazione, paventando “possibili interruzioni di corrente nelle reti di distribuzione locale“. 

I cittadini tedeschi sono stati più volte sollecitati a ridurre i propri consumi energetici, ma la spinta verso le rinnovabili e la diffusione di alternative energetiche pulite (nuovi parchi eolici, pannelli solari sui tetti e pompe di calore) costituiscono delle sfide importanti per la rete elettrica del Paese.

Paesi Bassi

La Germania non è la sola ad avere problemi con la rete elettrica. Nel 2022, nel sud dei Paesi Bassi la rete elettrica ha incontrato non poche difficoltà. Sia l’accresciuta domanda di energia, sia l’integrazione di nuove fonti di energia  hanno, infatti, superato la capacità amministrativa della rete. I gestori sono stati colti di sorpresa e sopraffatti dalla domanda. Un’ elettrificazione molto più rapida del previsto nel settore dell’industria e dei trasporti, ha generato un gap considerevole tra la corsa all’elettrico e i ritardi nella realizzazione di impianti più grandi.

Le aziende che volevano installare grandi pompe di calore industriali o infrastrutture di ricarica rapida per le auto sono state costrette ad aspettare mesi, per evitare di sovraccaricare la rete.

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