Roma, 22/02/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

PNIEC: intervista a Giorgio Graditi, Direttore Generale, ENEA

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Come si colloca ENEA nel contesto della transizione ecologica?

Quello della transizione ecologica è un tema molto complesso che abbraccia la società nella sua interezza: aspetti tecnologici, aspetti sociali, economici, culturali e di governance. Enea è un ente di ricerca vigilato dal Ministero dall’Ambiente e della Sicurezza Energetica e quindi affronta queste tematiche a 360°, svolgendo ricerca, facendo sperimentazioni e trasferimento tecnologico, ma supportando anche le Istituzioni, la pubblica amministrazione e le filiere industriali. Lo scopo è far si che i prodotti della nostra ricerca possano avere una ricaduta di beneficio collettivo. Siamo presenti a livello nazionale in numerosi progetti, abbiamo una presenza importante nell’ambito di progetti europei [….].

Qual è il valore della formazione?

È chiaro che la nostra missione abbia come obbiettivo anche quello della divulgazione dei risultati della ricerca, e della formazione. Quest’ultima ricopre un valore centrale perché i cambiamenti non possono prescindere dalla conoscenza, dalla consapevolezza, nonché dalle risorse umane, cioè coloro che effettivamente traducono un’idea, un principio in azione […]. Dobbiamo agire anche a livello di formazione scolastica, universitaria, per costruire oggi i professionisti che già il mercato richiede e che ancor di più verranno richiesti in futuro. Per esempio nei settori che riguardano le tecnologie abilitanti, la digitalizzazione, dove è chiaro che dobbiamo cambiare marcia. Queste tecnologie ci consentono di “smartizzare” i sistemi, erogare servizi a valore aggiunto e quindi andare più velocemente verso un percorso virtuoso.

Il contributo del PNIEC nel percorso di decarbonizzazione?

Il Piano nazionale integrato energia e clima è uno strumento centrale perché costituisce un documento di riferimento per la strategia del Paese. Definisce quelle che sono le misure da attuare per poter raggiungere quegli obiettivi. I target sono sempre più sfidanti, abbiamo obiettivi molto più impegnativi dal punto di vista della riduzione delle emissioni inquinanti, (siamo passati al 55% rispetto al 2019), ma anche per quanto riguarda la decarbonizzazione del settore elettrico e dei trasporti. Attraverso l’impiego di vettori rinnovabili, tra cui l’idrogeno e il biometano, si può agire su due linee fondamentali: da un lato introducendo veicoli più sostenibili, andando sia verso la mobilità elettrica, sia verso l’utilizzo di combustibili rinnovabili, dall’altro cambiando la logica e l’approccio a trasporto […].

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