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Energia pulita e zero emissioni, il sogno cinese costerà 1,6 trilioni di dollari l’anno fino al 2050

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La Cina corre verso un futuro green sempre più rilevante in termini di spesa e di obiettivi di decarbonizzazione fissati per la metà del secolo, ma per far questo ha bisogno di soluzioni e tecnologie sempre più efficienti. Il Report.

Metà secolo, la Cina punta alla leadership globale sull’energia green e non solo

Tutte le economie più ricche ed avanzate hanno annunciato i loro obiettivi climatici e ambientali entro la metà del secolo. La Cina vuole raggiungere il target zero emissioni nette di CO2 entro il 2060.

Come ha detto il presidente cinese, Xi Jinping, il grande Paese asiatico punta a diventare leader globale in tantissimi settori di punta a livello industriale, economico, culturale e ambientale. Per riuscire in questo, però, la transizione energetica ed ecologica è imprescindibile.

Come riportato dal nuovo Rapporto di BloombergNEF dal titolo “New energy outlook: China”, Pechino ha messo nero su bianco la volontà nazionale di raggiungere due obiettivi tra loro connessi: il picco delle emissioni di CO2 e altri gas serra entro il 2050 e la neutralità climatica entro il 2060, puntando sull’accelerazione offerta dalle nuove tecnologie.

Zero emissioni nette, cosa sono?

Il problema è che quando si parla di zero emissioni nette non si intende che un intero Paese, grande come la Cina, non emetta più emissioni inquinanti, ma che nel rapporto tra inquinanti emessi durante l’anno e inquinanti ‘catturati’ nell’atmosfera, questi ultimi siano sempre in maggiore quantità, mandando in negativo il saldo finale.

Sostanzialmente si ripone grande fiducia nelle tecnologie che consentono da un lato di aumentare l’efficienza energetica degli impianti e del sistema industriale nel suo complesso, con l’impiego crescente di fonti energetiche rinnovabili, dall’altro si cerca di catturare e stoccare (e in alcuni casi riutilizzare) la CO2 emessa durante i processi industriali e lavorativi (soluzioni CCUS).

La Cina dovrò triplicare gli investimenti green

È per questo che la Cina in tutto il 2022 ha speso in soluzioni per l’energia pulita più di 550 miliardi di dollari.

Secondo le stime BNEF, comunque, questa cifra enorme non sarà sufficiente per raggiungere gli obiettivi green di metà secolo e infatti Pechino dovrà aumentare sensibilmente gli investimenti, triplicandoli a 1,66 miliardi di dollari annui a partire dal 2025.

Se tutto andrà come pianificato da Pechino, entro il 2050 la Cina potrà contare sulle fonti rinnovabili per soddisfare i due terzi della domanda di energia nazionale. L’eolico rappresenterà il 43% della quota delle rinnovabili in tutto il Paese, il solare circa il 25%.

Le emissioni di CO2 legate alla generazione di energia elettrica nel Paese entro il 2050 crolleranno dell’82% rispetto ai livelli del 2021.

Giornalista

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