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COP28. Nasce il fondo per il clima ALTÉRRA, dovrà arrivare a 250 miliardi di dollari entro il 2030

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Uno strumento finanziario pensato per indirizzare i mercati privati ​​verso investimenti climatici, concentrandoli sulla trasformazione green dei mercati emergenti e delle economie in via di sviluppo. Gli Emirati Arabi Uniti di Sultan Al Jaber hanno versato subito 30 miliardi di dollari, ma dovranno essere otto volte di più entro la fine del decennio.

ALTÉRRA, veicolo finanziario per investimenti in progetti di adattamento climatico delle economie emergenti

Più una goccia nell’Oceano, che una vera e propria soluzione al problema dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Il termine “contrasto” ormai non è più utilizzato sui tavoli dei summit per il clima, si preferisce il generico “azione” e a Dubai, dove è in corso la COP28 si sta cercando di accelerare l’azione dei Paesi di tutto il mondo nella mitigazione degli effetti peggiori del climate change.

Nasce così, alla ventottesima edizione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2023, o Conferenza delle parti dell’UNFCCC, più comunemente denominata COP28, il nuovo veicolo d’investimento “ALTÉRRA” destinato a creare un ambiente finanziario favorevole agli investimenti in progetti di adattamento climatico in tutto il mondo.

I primi ad annunciare risorse per il fondo appena nato sono stati gli Emirati Arabi Uniti, tramite il Presidente Sheikh Mohammed Bin Zayed Al Nahyan, che verseranno 30 miliardi di dollari. In questo modo sarà possibile attivarlo rapidamente, con l’obiettivo di mobilitare complessivamente 250 miliardi di dollari di investimenti a livello mondiale entro la fine del 2030.

Una goccia nell’oceano

Ovviamente, secondo i sostenitori dell’iniziativa, si tratta di un fondo mirato sia ad accelerare l’avvio di nuove iniziative a favore di clima e ambiente, sia per favorire la transizione energetica dei Paesi più poveri e delle economie emergenti.

Come ricordano le Nazioni Unite, però, proprio le economie più deboli del pianeta avrebbero bisogno di risorse ben maggiori, stimate in 2,4 trilioni di dollari l’anno.

Tante le critiche che sono piovute un po’ da tutte le parti su questa COP28 ospitata a Dubai e presieduta da Sultan Al Jaber, principe del petrolio e del gas e forse in evidente conflitto di interessi (come riportato su marketscreener.com, è infatti CEO della principale compagnia petrolifera emiratina, Adnoc, presidente di Abu Dhabi Future Energy PJSC, presidente di Abu Dhabi Media Co., presidente di Abu Dhabi Media Investment Corp., presidente di Emirates Development Bank, presidente del National Media Council, direttore generale di Zayed Future Energy Prize, presidente non esecutivo di Abu Dhabi National Oil Co. for Distribution PJSC, presidente di Sky News Arabia e Group Chief Executive Officer & Director di Abu Dhabi National Oil Co).

È stato lui ad annunciare il fondo, affermando che questo strumento finanziario è la proposta degli Emirati Arabi Uniti per trasformare definitivamente la gestione degli aiuti finanziari alle economie povere ed emergenti in chiave di resilienza climatica.

I primi progetti pronti a partire in Africa e America Latina

ALTÉRRA sarà gestito dall’investitore Lunate Capital, in collaborazione con BlackRock, Brookfield e TPG, con sede a Abu Dhabi, e opererà attraverso due rami, ALTÉRRA ACCELERATION e ALTÉRRA TRANSFORMATION, che si occuperanno di quattro aree di intervento: transizione energetica, decarbonizzazione industriale, sostenibilità ambientale e tecnologie climatiche.

Tra i primi progetti a partire c’è lo sviluppo di oltre 6 GW di nuova capacità di energia pulita in India, con la costruzione di 1.200 MW di progetti eolici e solari per la generazione di energia pulita entro il 2025.

Tra gli altri progetti sul tavolo, pronti a partire, c’è una una pipeline di oltre 5 GW di progetti di energia eolica e solare fotovoltaica onshore in Africa e una piattaforma per l’elettrificazione delle aree rurali in America Latina, che si stima potrebbe fornire energia elettrica a oltre 1 milione di persone.

Il fondo fa parte della più grande “COP28 finance agenda” e rappresenta uno dei primi strumenti finanziari della “Dichiarazione degli Emirati Arabi Uniti per lo sviluppo di un piano globale di finanza climatica”, che si andrà ad unire alle tante altre che negli anni abbiamo sentito annunciare, come l’Iniziativa Bridgetown, l’Agenda Accra-Marrakech, il Patto di Parigi, il Nuovo G20 – Dichiarazione dei leader di Delhi e la Dichiarazione di Nairobi dei leader africani sul cambiamento climatico.

Giornalista

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