Roma, 23/04/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Clima che cambia e disastri naturali, danni globali per 313 miliardi di dollari nel 2022 (31 mila i morti)

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Clima e disastri naturali, un conto salato

Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti a livello atmosferico e meteorologico, mentre i disastri naturali nel loro insieme hanno devastato diverse parti del mondo durante lo scorso anno, causando danni economici e finanziari ingenti e un gran numero di morti premature.

Secondo il nuovo Rapporto pubblicato dal broker assicurativo Aon, i danni economico-finanziari da disastri naturali favoriti/causati dall’estremizzazione del clima sono ammontano per il 2022 a 313 miliardi di dollari.

In diminuzione in termini assoluti rispetto al dato del 2021 (343 miliardi di dollari), del 3% più alto rispetto alla media degli ultimi venti anni e con una crescita del 57% della quota di copertura assicurativa, nel 2022 fissata a 132 miliardi di dollari.

Eventi disastrosi, danni economici e morti premature

Aumentato il numero di eventi disastrosi, 421 durante lo scorso anno, ben oltre la media globale di 396 (anni 2000-2021).

Alto anche il numero dei decessi, più di 31 mila in tutto il mondo, molti dei quali legati alle ondate di calore prolungate che hanno investito l’Europa durante i mesi estivi (circa 20 mila decessi e danni per 22 miliardi di dollari).

Secondo lo studio, il 75% delle perdite economiche è stato prodotto da eventi disastrosi accaduti negli Stati Uniti. Il solo uragano Ian ha causato in Florida danni assicurativi compresi tra 50 e 55 miliardi di dollari.

Un evento meteo quest’ultimo che si classifica al primo posto tra quelli più dannosi di sempre per il settore assicurativo.

Cosa fare per ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici

Ovviamente, oltre ad investire di più in soluzioni tecnologiche che favoriscano la decarbonizzazione delle economie e delle industrie, rafforzando allo stesso tempo il livello di resilienza delle infrastrutture critiche, bisogna assolutamente tagliare le emissioni di CO2 e di metano, che da un lato potenziano il surriscaldamento globale e dall’altro rendono il cambiamento climatico globale sempre più estremo.

Secondo gli ultimi dati del NOAA Earth System Research Laboratory, durante il 2022 abbiamo raggiunto un nuovo record storico di emissioni di CO2, pari a 417 ppm (parti per milione). Ulteriori record sono stati: il dato medio mensile di maggio e giugno pari a 421 ppm e il dato medio giornaliero di 422 ppm registrato il 26 aprile. Sono i livelli più alti mai raggiunti da 4 milioni di anni a questa parte.

La concentrazione media del metano è invece arrivata a 1894 ppb (parti per miliardo), superiori di 12 ppb rispetto al 2021. Niente del genere è successo negli ultimi 800 mila anni.

Fondamentale per affrontare queste criticità e ridurre i rischi generali è mnigliorare radicalmente i livelli di efficienza energetica, ridurre sensibilmente i consumi, passare il più rapidamente possibile all’elettrificazione, alimentata da fonti energetiche rinnovabili, e introdurre senza indugi carburanti e vettori energetici a bassissime emissioni inquinanti, come l’idrogeno verde.

Giornalista

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