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Utility, le prime 100 valgono il 15% del PIL italiano (293 miliardi di euro di fatturato)

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Althesys ha illustrato alla Camera di Commercio di Milano il nuovo studio “Le performance delle utility italiane. Analisi delle 100 maggiori aziende dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti”. Grande incremento del fatturato aggregato delle imprese del 75% su base annua, crescono anche gli investimenti, soprattutto per la trasformazione digitale. Per il futuro si evidenzia uno scenario macroeconomico e geopolitico molto complesso.

Le performance delle utility italiane. Lo studio

Le 100 maggiori utility italiane nel settore dell’energia elettrica, del servizio idrico e del comparto rifiuti hanno prodotto un fatturato aggregato di 293 miliardi di euro nel 2022, che equivale al 15% del PIL nazionale.

Un dato in crescita del +75% rispetto al 2021, secondo lo studio dal titolo “Le performance delle utility italiane. Analisi delle 100 maggiori aziende dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti”, presentato da Alessandro Marangoni, ceo di Althesys e capo del team di ricerca, nel corso di “Top Utility”, l’evento organizzato in collaborazione con Utilitalia, alla Camera di Commercio di Milano, per illustrare lo stato dell’arte nei settori acqua, energia e rifiuti.

L’indagine mette in evidenza la fase straordinaria che sta attraversando il settore, che – ha spiegato Marangoni – da un lato, pare sempre più polarizzato tra grandi gruppi, anche internazionali, e piccole-medie utility locali, concentrate su uno o pochi business; dall’altro, le imprese devono confrontarsi con un sistema complesso, soggetto a una rapida evoluzione dei mercati, delle policy e della regolamentazione, nel quale l’innovazione e la capacità di investimento giocano un ruolo crescente e discriminante”.

Un settore che nonostante venisse già da un trend di crescita molto positiva (+19% tra il 2020 ed il 2021) ha visto uno straordinario incremento del fatturato anche nel 2022.

Investimenti nel digitale e scenari futuri

Gli investimenti sono stati pari a 11 miliardi di euro (0,6% del PIL) durante l’anno preso in considerazione dallo studio. Una buona fetta di queste risorse è andata alla trasformazione digitale delle imprese:

  • l’80% impiega soluzioni avanzate per l’ottimizzazione dei processi e per la gestione dei dati;
  • il 42% adotta soluzioni digitali nell’attività di manutenzione.

L’incremento del fatturato aggregato delle utility, si legge nel commento ai dati, non è da imputare però esclusivamente alla crescita dei prezzi dell’energia, perché nel contempo le imprese hanno dovuto sostenere un costo più alto delle materie prime.

Per il presente e soprattutto il futuro, secondo l’indagine, “il settore è chiamato ad affrontare uno scenario macroeconomico e geopolitico molto complesso, tra l’impegno contro i cambiamenti climatici e i piani di investimento capaci di sostenerne la crescita”.

Giornalista

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