Roma, 04/03/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Povertà energetica colpisce il 10% dei minori in Italia, più del 12% al Sud

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In Italia il 10% delle bambine, bambini e adolescenti vive in condizione di povertà energetica. Questo l’allarmante dato che emerge da un’elaborazione realizzata dall’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE) per Save the Children. Il dato peggiore al Sud. Il peso crescente dell’emergenza energetica.

La ricerca in Italia sulla povertà energetica

Aumenta il numero delle famiglie con minori a carico che si trova in difficoltà ad affrontare il rincaro della belletta del gas e della luce. La povertà energetica è ormai un problema molto serio in Italia e secondo una ricerca dell’OIPE per Save the Children Italia, da noi circa il 10% dei bambini e degli adolescenti vive pienamente questo disagio.

Un dato in crescita rispetto all’ultima rilevazione del 2021, quando la povertà energetica in Italia colpiva il 9,3% delle famiglie con minori, in misura maggiore rispetto all’incidenza sulle famiglie in generale, che toccava l’8,5%.

In generale, la povertà energetica colpisce maggiormente le famiglie con minori, in cui la persona di riferimento è straniera, registrando un’incidenza della povertà energetica 2,5 volte più alta rispetto alla popolazione di riferimento.

Nonostante la buona notizia della recente diminuzione dei costi del gas, grazie a un autunno piuttosto mite a all’utilizzo di fonti alternative, la povertà energetica rimane una questione aperta nel nostro Paese. Ma, come più volte abbiamo sottolineato, la povertà dei minori pervade tutte le dimensioni della loro vita, mettendo a rischio la concreta possibilità di un sano sviluppo per bambine, bambini e adolescenti”, ha dichiarato Raffaella Milano, direttrice dei Programmi Italia – Europa per Save the Children.

Dato peggiore al Sud

Secondo la definizione data dal Patto dei sindaci per il clima e l’energia, la povertà energetica è definita come “una situazione nella quale una famiglia o un individuo non sia in grado di pagare i servizi energetici primari (riscaldamento, raffreddamento, illuminazione, mobilità e corrente) necessari per garantire un tenore di vita dignitoso, a causa di una combinazione di basso reddito, spesa per l’energia elevata e bassa efficienza energetica nella propria abitazione“.

Situazione ancora più critica se possibile si registra al Sud. Secondo Save the Childern Italia, nel Mezzogiorno più di una famiglia con minori su otto, il 12,3%, non riesce ad accedere a beni e servizi energetici essenziali o spende troppo in relazione alle proprie disponibilità.

Il fenomeno si presenta più contenuto, invece, nelle regioni del Nord, dove colpisce circa una famiglia su dodici, cioè l’8,3% delle famiglie con minori, e del Centro, con il 6,2% delle famiglie con minori.

Il peso dell’emergenza energetica

Come spiegato dall’Associazione, l’impatto dell’inflazione è stato più consistente per le famiglie meno abbienti, attestandosi al 12,1%, ben cinque punti percentuali in più rispetto all’impatto sulle famiglie con maggiore capacità di spesa.

La differenza che emerge tra i due gruppi di famiglie è da ricondurre quasi interamente all’andamento dei prezzi dell’energia, il cui effetto nell’ultimo trimestre del 2022 è andato crescendo dell’86,2% per le famiglie più povere e del 60,7% per quelle con maggiore capacità di spesa.

Giornalista

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