Roma, 04/03/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Visco (Banca d’Italia): “Due terzi dell’aumento dei prezzi al consumo dovuti a rincari energia”

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L’aumento della componente energetica dell’indice dei prezzi al consumo ha superato, sui dodici mesi, il 40 per cento nell’area dell’euro. In Italia è stato pari a oltre il 70 per cento. La Lectio magistralis su Inflazione e politica monetaria tenuta da Ignazio Visco a Montecitorio.

L’inflazione alimentata dal rincaro delle materie prime, soprattutto energetiche

Stimiamo che quasi due terzi dell’aumento complessivo dei prezzi al consumo registrato negli ultimi dodici mesi sarebbero stati causati dai rincari dell’energia”, ha affermato il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in occasione della Lectio magistralis su Inflazione e politica monetaria tenuta presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati.

L’alta inflazione, come abbiamo avuto modo di sperimentare negli ultimi mesi, è tornata ad affliggere pesantemente l’economia mondiale, con effetti particolarmente forti per i paesi avanzati, inclusa l’area dell’euro.

In Europa all’origine di un fenomeno così dirompente troviamo, come negli anni Settanta del secolo scorso, l’eccezionale aumento dei corsi dell’energia, oggi soprattutto legato al taglio, da parte della Russia, delle forniture di gas, dal quale il nostro continente è fortemente dipendente”, ha spiegato Visco.

Dalla seconda metà del 2021 il prezzo del gas consegnato in Europa ha registrato una crescita senza precedenti, caratterizzata peraltro da una fortissima volatilità: “Da valori inferiori a 20 euro per megawattora all’inizio del 2021 è salito, alla fine dello scorso agosto, a 340 euro, per poi scendere gradualmente, con il raggiungimento degli obiettivi di stoccaggio, su quotazioni comprese tra 100 e 130 euro. Anche il prezzo del petrolio è aumentato, pur se in misura più contenuta: da valori attorno a 60 dollari al barile nei primi mesi del 2021 ha toccato 130 dollari in marzo, assestandosi nelle ultime settimane a poco meno di 100”, ha detto il Governatore nel suo discorso.

L’impatto della componente “energia” sull’indice dei prezzi al consumo nel 2022

In seguito a queste dinamiche, in ottobre l’aumento della componente energetica dell’indice dei prezzi al consumo ha superato, sui dodici mesi, il 40 per cento nell’area dell’euro.

In Italia è stato pari a oltre il 70 per cento, sfiorando l’80 sui mercati non regolamentati e oltrepassando il 60 per cento su quelli tutelati. Stimiamo che quasi due terzi dell’aumento complessivo dei prezzi al consumo registrato negli ultimi dodici mesi sarebbero stati causati dai rincari dell’energia, sia direttamente sia attraverso gli effetti sui costi di produzione; una quota che – stando alle stime diffuse da Visco – sale a circa quattro quinti se si tiene conto anche dell’impatto dei prezzi dei generi alimentari che, pur se non legati all’energia, hanno comunque risentito del conflitto in Ucraina”.

Riguardo alle tendenze che sottostanno attualmente alle dinamiche dell’inflazione, c’è qualche motivo di ottimismo nelle parole di Visco, “nella media del 2022 la dinamica dei prezzi al consumo nell’area si collocherebbe al di sopra dell’8 per cento, si ridurrebbe al di sotto del 6 nel corso del prossimo anno e convergerebbe su valori poco al di sopra dell’obiettivo del 2 per cento nella seconda parte del 2024”.

Le conferme dell’Istat

Stando, infine, alle prime stime sui prezzi del cosiddetto carrello della spesa di ottobre, che restano comunque su livelli record mai registrati dal 1983, l’Istat rivede al ribasso la tendenza generale.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente ai prezzi dei beni energetici non regolamentati (+28,3%), ai beni energetici regolamentati (+20,0%) e in misura minore a quelli degli alimentari non lavorati (+2,4%), degli alimentari lavorati (+1,6%), dei beni non durevoli (+0,7%) e dei beni durevoli (+0,6%); in calo invece, a causa per lo più di fattori stagionali, i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,7%) e dei servizi relativi ai trasporti (-0,8%).

Giornalista

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