Roma, 04/03/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Fotovoltaico, la gigafactory italiana in Cina che produrrà 10 GW di celle solari ad alta efficienza

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Il progetto prevede la costruzione di una gigafactory di 266.000 metri quadrati, nella città di Huai’an, provincia dello Jiangsu. L’investimento sarà inizialmente di 150 milioni di euro. Una grande realtà industriale italiana attiva nella produzione di celle solari di ultima generazione decide di andare a lavorare dall’altra parte del mondo. Perché l’Italia sembra sembra sempre un Paese che non è in grado di cavalcare l’innovazione? Eppure siamo tra i mercati che più sono in grado di attrarre investimenti esteri.

Celle solari made in Italy da produrre in Cina. Il progetto di FuturaSun

Si chiama FuturaSun, nasce e opera a Padova, ma da qualche tempo il processo di internazionalizzazione ha raggiunto nuovi livelli di business ed entro la primavera del 2024 inizierà la produzione di celle solari per pannelli fotovoltaici ad alta efficienza direttamente in Cina, nella città di Huai’an, provincia dello Jiangsu.

Come spiegato nel sito web aziendale, il progetto prevede la costruzione di una gigafactory di 266.000 metri quadrati. L’investimento sarà inizialmente di 150 milioni di euro e si svilupperà in due fasi. Nell’arco di 3 anni, una volta completato e messo in funzione, l’impianto avrà  una capacità produttiva annua di 10 GW di celle solari ad alta efficienza di ultima generazione basate sulla tecnologia TOPCon di tipo N.

Si tratta di un progetto senza precedenti, in cui il Gruppo italiano si pone come obiettivo di entrare in un’arena finora riservata ai big player cinesi. È una conferma della nostra capacità di toccare traguardi sempre nuovi, concretizzando sogni considerati irrealizzabili. FuturaSun va oggi a consolidare la filiera del gruppo, a garantire l’approvvigionamento del principale costituente del modulo, la cella, e a presidiarne la qualità per gli stabilimenti non solo cinesi, ma anche – e soprattutto – europei. Questo investimento rafforzerà il legame tra Italia e Cina, tratto distintivo della nostra azienda”, ha commentato Alessandro Barin, co-founder e CEO di FuturaSun.

Il co-founder e COO di FuturaSun, Xu Ning, ha sottolineato come l’ottima collaborazione tra FuturaSun e il distretto porterà a numerosi vantaggi reciproci.

Da qualche mese FuturaSun sta perseguendo anche l’ambizioso piano di reindustrializzazione europea della filiera fotovoltaica con il progetto di una gigafactory a Cittadella (PD), dove è sito lo storico HQ Europa dell’azienda.

Italia al 12° posto nella classifica mondiale dei mercati che più attraggono investimenti esteri in questo settore

C’è da chiedersi perché una realtà industriale italiana, attiva in particolare nel settore della produzione di celle solari di ultima generazione per il fovoltaico, si rechi dall’altra parte del mondo per lavorare. Certamente l’internazionalizzazione è centrale per le strategie del Made in Italy, ma perché l’Italia sembra sempre un paese che non è mai in grado di cavalcare l’onda dell’innovazione?

Eppure, nella classifica dei primi 40 mercati mondiali che garantiscono le migliori opportunità per il settore delle fonti energetiche rinnovabili, l’Italia figura al 12° posto, in salita dal 15°. Un posizionamento che sta indicare quanto il nostro Paese sia visto bene dagli investitori internazionali per capacità di attrarre risorse dall’estero.

Un ottimo risultato, considerando ancora quante barriere ci sono per chi vuole installare impianti fotovoltaici ed eolici, frutto probabilmente del decreto FER 2 con gli incentivi alle rinnovabili elettriche (in attesa del via libera dall’UE) e le semplificazioni burocratiche/autorizzative con il decreto PNRR 3 per l’avvio degli impianti.

Il problema è che in Italia l’effettiva realizzazione di nuovi impianti da fonti pulite resta timida e insoddisfacente, quasi un miraggio in tutto il 2022, seonco un recente Rapporto di Legambiente. 

A fine 2022, sono infatti 1.364 quelli in lista d’attesa e ancora in fase di valutazione, il 76% distribuito tra Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Solo l’1% degli impianti fotovoltaici ha ricevuto l’autorizzazione.  Va peggio per l’eolico on-shore fermo allo 0%.

Proprio in questi giorni il GSE ha pubblicato le nuove procedure semplificate che interesseranno circa 10mila impianti in Italia, per una capacità totale di 17 GW.

Giornalista

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