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Dopo 50 anni, scoperti per la prima volta tutti i passaggi della fotosintesi clorofilliana

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Per la prima volta dopo 50 anni, un team di tedeschi e italiani ha trovato tutti i passaggi della fotosintesi clorofilliana. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, può aprire a delle nuove opportunità per produrre energia pulita.

Lo studio sulle varie fasi della fotosintesi clorofilliana

Dopo 50 anni di ricerche, la collaborazione tra esperti tedeschi e italiani ha portato, per la prima volta, a un risultato unico: sono state scoperte tutte le varie fasi della fotosintesi clorofilliana, compreso l’ultimo passaggio, il più complicato da cogliere. 

In particolare, quello che è emerso è stato possibile grazie a delle simulazioni chimiche e a dei calcoli fatti in Italia, dal gruppo di Chimica computazionale diretto da Leonardo Guidoni, del dipartimento di Scienze fisiche e chimiche dell’Università dell’Aquila

Allo studio però hanno partecipato anche altri soggetti: Matteo Capone e Daniele Narzi, e il gruppo tedesco di Holger Dau, della Freie Universität di Berlino, che ha invece raccolto i dati sperimentali.

Dalla ricerca, dal titolo ‘The electron–proton bottleneck of photosynthetic oxygen evolution’ pubblicata su Nature, sono stati rinvenuti tutti i passaggi durante i quali l’acqua viene scissa per generare O2.

Comprendere questo è importante, perché può offrire ispirazione per lo sviluppo di nuove tecnologie rinnovabili.

La fotosintesi clorofilliana

La fotosintesi clorofilliana alimenta la vita sulla Terra immagazzinando l’energia solare in forma chimica. Quello che si è ottiene è l’odierna atmosfera, ricca di ossigeno.

Proprio su quest’ultimo punto hanno insistito  i ricercatori, mettendo al loro posto tutte i vari passaggi del processo e ricostruendo, in particolare, il momento in cui dall’acqua viene creata una molecola di ossigeno, fornendo l’energia necessaria per andare avanti, come spiegato Leonardo Guidoni all’agenzia ANSA.

Gli step erano noti anche 50 anni fa, ma la vera novità è che, prima di questa ricerca, non si conosceva  ancora la caratterizzazione chimica di questo ultimo stadio, difficile da analizzare e sul quale, gli esperti, hanno lavorato per ben dieci anni. 

Un risultato che apre le porte a nuove soluzioni sostenibili: la fotosintesi artificiale 

Dalla collaborazione tra le due università, è emerso un risultato che apre le porte a nuove soluzioni sostenibili per produrre energia pulita, come sistemi artificiali che imitano la fotosintesi per raccogliere la luce solare naturale e convertire l’anidride carbonica in idrogeno.

Come? Trovando nuovi materiali che mimano il processo e che siano comuni e a basso costo. Bisogna anche lavorare per sviluppare questi studi, ma si è già a buon punto.

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