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Un giacimento di petrolio esaurito diventa un magazzino per la CO2

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Il principe Frederik, erede al trono della Corona danese, approva l’operazione Greensand: utilizzare un giacimento di petrolio, ormai esaurito e a 250 chilometri a nord delle coste dello Jutland, per immagazzinare anidride carbonica. 

L’operazione Greensand

Via libera all’operazione Greensand, con l’approvazione del regno danese e dell’erede al trono della Corona, il principe Frederik. L’Idea è quella di stoccare CO2 in un vecchio giacimento petrolifero, che ne potrà contenere fino a 8 milioni di tonnellate l’anno. 

L’anidride carbonica sarà trasportata via terra e proverrà dal Belgio, in particolare dagli impianti chimici della Ineos Energy, una delle compagnie private più grandi operanti nel Mare del Nord.

L’azienda ha spiegato che il sistema sarà attivo e a disposizione dei clienti danesi e belgi a fine 2023, in attesa che, anche in altri Paesi, vengano approvate leggi che consentano il trasporto e lo stoccaggio della CO2. Qual è il principale obiettivo? Contribuire alla sostenibilità e alla decarbonizzazione, a 50 anni dall’inizio dello sfruttamento dei giacimenti di petrolio. 

L’entusiasmo dell’Ue

L’iniziativa ha suscitato grande entusiasmo nelle istituzioni Ue, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che questo progetto rappresenta un momento molto importante per la transizione verde e per l’industria delle tecnologie pulite

Il mercato dei crediti di carbonio

Con quest’operazione, ancora in fase di sviluppo, si punta a creare una vera e propria alternativa al mercato dei crediti di carbonio, un sistema che non supporta la sostenibilità perché permette di emettere gas serra in cambio dell’acquisto di un titolo. 

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