Roma, 19/05/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Petrolio, domanda globale in calo nel 2024. Il Report Aie

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L’Agenzia internazionale per l’energia taglia le stime sulla crescita della domanda di petrolio per il 2024. Diversi i motivi per l’avvio d’anno rallentato, dal punto di vista della richiesta di questo combustibile fossile, con le attività industriali contenute e le temperature invernali miti, che hanno ridotto i consumi in alcune delle più grandi economie del mondo, in particolare in Europa.

C’è poca richiesta di petrolio nel mondo, il Report Aie di maggio

La domanda mondiale di petrolio sembra rimanere piuttosto bassa nel 2024, almeno secondo le nuove stime pubblicate nel Report dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), aggiornato al mese di maggio 2024.

Guardando più avanti, il trend sembra rimanere invariato, con una lieve crescita che dovrebbe passare da 1,1 milioni di barili attesi per l’anno in corso a 1,2 milioni di barili giornalieri stimati per il 2025.

Per il 2024, intanto, la produzione mondiale di petrolio dovrebbe crescere lievemente di 580 mila barili al giorno, facendo lievitare l’offerta complessiva annuale a 102 milioni di barili giornalieri, un risultato record secondo l’Aie.

C’è poi da considerare il taglio alla produzione deciso dai Paesi aderenti all’Opec+, che per il 2024 dovrebbero mettere assieme 840 mila barili al giorno, contro gli 1,4 milioni dei Paesi “non” Opec+.

Per l’anno prossimo, invece, i Paesi Opec+ dovrebbero garantire 1,8 milioni di barili al giorno, a cui si aggiungeranno gli 1,4 milioni dei non Opec+.

Domanda debole, soprattutto in Europa. Le cause

A guidare questi trend è certamente lo scenario globale attuale e futuro. La domanda di petrolio è bassa e conseguentemente sono limitate le consegne, soprattutto in Europa, con l’inverno passato che è stato piuttosto mite e le tensioni geopolitiche in crescita.

La guerra in Ucraina, lo scontro armato tra Israele e le milizie di Hamas a Gaza, senza dimenticare la crisi del Mar Rosso e le tensioni sempre forti attorno a Taiwan, alimentate dalla Cina e gli Stati Uniti, sono sempre dei fattori che influenzano direttamente il mercato del petrolio.

Ne consegue che le scorte petrolifere globali sono aumentate di 34,6 milioni di milioni di barili a marzo, mentre il petrolio offshore è salito a un nuovo massimo post-pandemia.

Su come si comporterà questo settore per la seconda metà dell’anno in corso, così strategico per le industrie e le economie di tutto il mondo, bisognerà attendere le valutazioni che emergeranno durante il summit di Vienna del 1° giugno prossimo dei ministri dei Paesi Ocse+.

Rallentano gli USA

Stando alle stime Iea, la richiesta di petrolio per il resto del 2024 dovrebbe raggiungere una quota di 700 mila barili al giorno al di sopra di quella registrata nell’ultimo mese.

Per il prossimo anno si attende in definitiva un mercato più equilibrato, anche in presenza dei tagli stabiliti dai Paesi Opec+. Stati Uniti, Guyana, Canada e Brasile continueranno ad occupare i primi posti al mondo, ma con un’espansione americana più contenuta rispetto agli ultimi mesi.

Giornalista

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