Roma, 18/04/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Quale idrogeno è davvero green?

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La guerra in Ucraina e le conseguenze che ne sono derivate hanno compromesso l’accesso dell’Ue al petrolio e al gas, costringendo il blocco ad accelerare sullo sviluppo delle rinnovabili. L’idrogeno è stato considerato una soluzione promettente su più fronti, ma di quale stiamo parlando?

L’idrogeno

In una situazione di crisi economica e ambientale come quella che il mondo vive oggi, l’idrogeno è stato presentato come un’ancora di salvezza per quelle industrie dalle quali è difficile allontanarsi, come la produzione di cemento o acciaio. 

L’idrogeno è il primo elemento della tavola periodica, costituito da un atomo molto semplice formato da un nucleo centrale, dal protone (particella carica positivamente) e dall’elettrone (particella carica negativamente che orbita attorno al nucleo).

Trovare la sua molecola nell’atmosfera terrestre non è semplice in quanto, essendo leggera, non riesce ad essere trattenuta dalla forza di gravità e tende a sfuggire. Per poterlo impedire, sarebbe necessaria una forza molto più grande, come quella presente nei cosiddetti ‘giganti gassosi’ quali Giove, Saturno, Urano o Nettuno.

L’idrogeno non sostenibile: grigio, nero e marrone

Sulla Terra, l’idrogeno si trova combinato con altri atomi, ad esempio con l’ossigeno per formare l’acqua, e anche nelle piante, animali e in altre forme di vita, essendo un costituente essenziale delle molecole organiche.

Per poter essere utilizzato, deve essere ricavato da molecole più complesse, e questo processo richiede il consumo di energia. Attualmente, l’idrogeno viene prodotto per la quasi totalità tramite il reforming del gas naturale (idrogeno grigio), dalla gasificazione del carbone (idrogeno nero) e dalla lignite (idrogeno marrone). Tutti questi processi causano però alte emissioni di anidride carbonica e dunque non sono per nulla sostenibili. 

In particolare, il derivato più pesante in termini di CO2 è quello grigio, che si ottiene utilizzando gas naturale o carbone attraverso un processo ad alta intensità energetica. 

L’idrogeno sostenibile: blu, rosa e verde

Per rendere la produzione dell’idrogeno più sostenibile, le strade percorribili sono due: ricavarlo sempre dal gas naturale, ma catturando e sequestrando l’anidride carbonica che viene emessa (si ottiene così l’idrogeno blu), oppure generarlo dalla scissione della molecola d’acqua (H2O) tramite l’elettrolisi, utilizzando quindi elettricità green (idrogeno verde o rinnovabile).

Il mercato globale dell’idrogeno blu è stato valutato a 18,8 miliardi di dollari nel 2022, e si prevede una crescita nei prossimi otto anni. Ma non è finita qui, perché esiste un’altra varietà poco conosciuta di questo carburante che deriva dalla fissione nucleare per alimentare l’elettrolisi (idrogeno rosa). 

I sistemi di produzione, in questo caso, sono ancora in fase di sviluppo, ma l’impianto nucleare svedese OKG, di proprietà di Uniper e Fortum, ha annunciato un anno fa l’intenzione di vendere questa fonte alternativa alle società di gas industriali. 

L’idrogeno rinnovabile per l’Ue

Lo scorso mese la Commissione Ue ha adottato, ai sensi dell’articolo 27 e paragrafo 3 della direttiva 2018/2001 sull’energia da fonti rinnovabili, due atti delegati per chiarire la definizione esatta di “idrogeno rinnovabile” per tutti i suoi Stati membri.

È stato stabilito che i carburanti a base di idrogeno e altri vettori energetici possono essere considerati rinnovabili solo se prodotti a partire da energia elettrica sostenibile generata allo stesso momento e nella stessa zona in cui avviene la produzione del carburante stesso. Inoltre, è stata anche identificata la metodologia per calcolare le riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra derivanti dai carburanti rinnovabili di origine non biologica, e quelli provenienti da carbonio riciclato. 

Per l’Europa dunque non c’è dubbio sul fatto che l’idrogeno rinnovabile sia una soluzione per accelerare il processo di decarbonizzazione e transizione circolare, nonostante le preoccupazioni di alcuni esperti sul fatto che questa produzione possa sottrarre tutta l’energia pulita disponibile sulle reti locali, considerando che, per ottenere idrogeno verde, bisogna sfruttare fonti green quali eolico, solare o idroelettrico. 

Ma il problema è stato raggirato dall’Ue imponendo che questo tipo di combustibile possa provenire solo da impianti di produzione di elettricità rinnovabile di nuova costruzione, situati in loco. Ciò significa che ogni infrastruttura dovrà avere un proprio parco eolico o solare.

Il mondo si sta dunque trasformando e il percorso verso un futuro più sostenibile è già stato avviato. Si prevede che queste nuove regole fissate dall’Europa potranno dare impulso anche all’uso dell’idrogeno rosa, con una Francia che spinge per far sì che anche le centrali nucleari vengano considerate fonti di energia rinnovabile.

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