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Cresce l’interesse per i motori a combustione interna a idrogeno: maggiore efficienza, ma non a zero emissioni

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L’interesse e i piani dell’azienda Westport Fuel Systems per i motori a combustione interna a idrogeno H2ICE. Di cosa si tratta nello specifico e quanto è sostenibile il carburante?

H2ICE

Un motore a combustione interna a idrogeno (H2ICE) è progettato per essere utilizzato nei veicoli commerciali, con l’ambizione di ridurre le emissioni di gas serra e contribuire alla decarbonizzazione del settore.

Rispetto a un’auto elettrica a batteria, un motopropulsore del genere è caratterizzato da un peso inferiore che rende sicuramente la vettura più efficiente dal punto di vista energetico, aumentando anche la sua capacità di trasporto di merci.

Tutte le sfide ancora da superare

H2ICE sembrerebbe dunque essere una soluzione ideale da immettere rapidamente sul mercato, se solo fosse al 100% sostenibile. Il problema infatti è che si parla di una variante dell’idrogeno di certo più ‘pulita’ rispetto ai classici combustibili fossili, ma comunque non ottenuta da fonti rinnovabili come nel caso dell’H2 green.

Allo stesso tempo però, considerando tutte le sfide ancora da superare per la e-mobility, quali i costi ambientali della produzione, del funzionamento e dello smaltimento dei mezzi, la mancanza di infrastrutture di ricarica o le prestazioni ancora limitate delle comuni batterie, l’opportunità di utilizzare tali motori a combustione interna risulta a oggi molto più realistica, rispetto agli obiettivi troppo ambiziosi da soddisfare da qui al 2030 sull’uso di EV, pannelli solari e turbine eoliche.

La tecnologia HPDI

L’azienda Westport Fuel Systems in particolare, specializzata nella produzione e commercializzazione di nuovi sistemi per i veicoli basati sull’uso di carburanti alternativi, sta scommettendo molto su questo genere di propulsori, apportando però delle modifiche.

Negli ultimi mesi del 2023 infatti, l’azienda canadese ha annunciato il successo delle prove compiute sulla tecnologia di iniezione diretta ad alta pressione di idrogeno, chiamata HPDI ed equipaggiata con autocarri pesanti. Tale sperimentazione, ha attirato l’interesse di importanti realtà come Volvo Group, con l’ambizione di ottenere grandi risultati in futuro.

Sviluppata nel corso di tre decenni, la HPDI è stata già impiegata in più di 6.000 camion del gruppo svedese. I risultati? Ci si è resi conto delle importanti prestazioni ottenute, inclusa una maggiore efficienza e densità di potenza, nonché costi operativi inferiori.

Quali saranno i risultati?

La scommessa di Westport dunque è continuare a investire sull’uso dell’idrogeno come combustibile alternativo, anche in un motore ICE con l’obiettivo di rafforzarne la potenza. Il problema però è che questi sistemi non sono a zero emissioni, e in alcune regioni del mondo si è anche pensato a delle leggi per vietarne l’utilizzo.

Non si sa ancora che sviluppo avrà tale tecnologia, ma nel frattempo l’azienda canadese sta dando vita a una joint venture con il Gruppo Volvo, per commercializzare il sistema HPDI a livello globale. Alla società svedese spetterà  il 45% del contratto, per circa 28 milioni di dollari, con altri 45 milioni che potranno aggiungersi in base ai risultati ottenuti.

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