Roma, 19/05/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Rischi e benefici della Geotermia

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La tecnologia geotermica comporta costi e rischi di investimento elevati. La Germania è, tra i Paesi europei, quello che ha puntato di più sulla fonte energetica del sottosuolo, proponendosi di aumentare di dieci volte, entro il 2030, il potenziale esistente. 

Una nuova fonte rinnovabile 

La caratteristica principale della geotermia è il calore generato nel sottosuolo. Al centro della Terra vi è un nucleo che sprigiona energia e che, da un punto di vista termico, può essere paragonato al sole. Sottoterra la temperatura si aggira intorno ai 200 gradi circa, ma nelle regioni vulcaniche può diventare anche molto più elevata. 

Perché la Geotermia

Fin dai tempi antichi, le fonti di calore della Terra venivano sfruttate per scaldarsi, per cucinare e per lavarsi. Ai tempi dei romani gli imperatori facevano intiepidire le loro dimore creando delle vere e proprie vasche di calore, prima sfruttate per i soli bagni, poi per la realizzazione di complessi termali.

Ad oggi sono 30 i Paesi che utilizzano il calore della Terra per generare elettricità, e sono 400 le centrali elettriche che sfruttano il vapore che emerge dalla superficie terrestre, che si aggira intorno ai 16 gigawatt.  

Come funziona

L’acqua viene pompata fino a 5.000 metri di profondità, per poi tornare indietro scaldata ad una temperatura che va dai 30 fino ai 70 gradi. Gli impianti geotermici che utilizzano questi sistemi hanno il vantaggio di essere riconosciuti come super economici e di non essere rischiosi da un punto di vista tellurico. L’utilizzo corretto delle pompe di calore immesse nel terreno attraverso pozzi profondi massimo 500 metri, evita tutta una serie di complicazioni. Se invece si va più in profondità la situazione cambia e il rischio di terremoti aumenta. Studi recenti dimostrano tuttavia, che è possibile utilizzare l’energia sprigionata in superficie senza necessariamente andare in profondità.

Il caso della Germania

In seguito alla crisi energetica causata dai contrasti bellici Russo-Ucraini, molti Stati si sono interessati all’approvvigionamento geotermico dell’energia. Lo scopo è, ovviamente, trovare alternative all’utilizzo del gas, il cui prezzo è molto rincarato. La Germania, in particolare, sta investendo su modalità di approvvigionamento di calore che possano garantire la copertura di tutto il territorio, senza la necessità di importare materie prime e dunque dipendere da altri Stati. Se le aziende concentrassero le proprie attenzioni verso nuove tecnologie di perforazione, potrebbero creare rapidamente molte fonti energetiche. Per questo motivo il governo tedesco, in più occasioni, ha manifestato l’intenzione di accelerare questo processo attraverso l’impiego di ingenti risorse finanziarie e normative ad hoc. Per ottenere una fornitura di calore climaticamente neutra entro il 2045, il potenziale tedesco esistente per l’energia geotermica deve però essere utilizzato molto di più: si tratta di 10 TWh all’anno entro il 2030. Ciò significa un aumento di dieci volte dell’attuale apporto di calore da questa fonte.

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