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Riprendono i lavori del gasdotto Mountain Valley in Usa

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La Federal Energy Regulatory Commission (FERC) deve riesaminare diverse ordinanze per riprendere i lavori del gasdotto della Mountain Valley.

La ripresa del gasdotto Mountain Valley

Il gasdotto Mountain Valley, i cui lavori sono gestiti dall’azienda energetica statunitense Equitrans Midstream Corp (ETRN) per un valore di 6,6 miliardi di dollari, è stato osteggiato dagli attivisti ambientali, ma ha ottenuto il sostegno dei funzionari dell’amministrazione Biden, che lo ha appoggiato per la seconda volta in una settimana. 

Si attendo adesso la riesamina del permesso della sua costruzione da parte della Federal Energy Regulatory Commission (FERC), per un impianto che sbloccherebbe le forniture di gas dall’Appalachia, situata nelle sezioni centrali e meridionali dei monti Appalachi degli Stati Uniti orientali, e che sarebbe il più grande bacino di gas di scisto del Paese. 

Riguardo le obiezioni da parte dei gruppi ambientalisti, la Corte d’appello degli Usa per il circuito di Washington D.C. ne ha respinto la maggior parte, dando così il via libera all’avanzamento dei lavori non annullando le ordinanze della FERC, che permettono la ripresa del progetto. 

Le critiche degli attivisti

Movimenti di attivisti, come Sierra Club o Appalachian Voice, hanno criticato la FERC accusandola di aver consentito illegalmente il continuo della realizzazione della Mountain Valley, nonostante fosse ancora in attesa di autorizzazione per operare nella Jefferson National Forest.

Tuttavia su questo punto, la Corte d’appello ha stabilito che l’annullamento di una specifica autorizzazione federale non invalida allo stesso tempo la possibilità di procedere comunque nella costruzione, soprattutto se si è già a dei livelli avanzati. 

Perché ancora il gasdotto non è stato completato

La conclusione dell’impianto è in ritardo di oltre quattro anni rispetto alla tabella di marcia prevista, con un costo quasi raddoppiato, paragonandolo a quello iniziale. 

Secondo l’azienda Equitrans Midstream Corp, che a febbraio 2018 aveva stimato per il progetto una capacità di 2 miliardi di metri cubi al giorno per un importo pari a 3,5 miliardi di dollari, e che sarebbe entrato in servizio entro la fine di quello stesso anno, adesso il gasdotto è attualmente completato al 94%.

Quel 6% rimanente riguarda attraversamenti di corsi d’acqua e habitat protetti, che richiedono ulteriori permessi. All’inizio di maggio, gli sviluppatori hanno dichiarato che potrebbe concludere tutto entro la fine del 2023, ma hanno anche evidenziato l’esistenza di rischi e incertezze nell’ottenere questo risultato.

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