Roma, 19/05/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Prezzo del gas in diminuzione nel 2023, ma i costi energetici rimarranno alti per famiglie e imprese

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Tutti d’accordo sul rientro del prezzo del gas in un range accettabile, ma anche sull’aumento strutturale dei costi energetici per famiglie e imprese, in Italia soprattutto. Lo studio Prometeia.

Gas e inflazione, possibili scenari per l’Italia e l’Europa

Prima la nostra Autorità regolatoria per le reti e l’energia (Arera), poi Goldman Sachs e quindi Fitch, hanno a più riprese rassicurato le famiglie e le imprese italiane su un rientro del prezzo del gas in un range più accettabile entro la fine del 2022 e nel primo trimestre del 2023.

A marzo di quest’anno, il Presidente dell’Arera, Stefano Besseghini, aveva dichiarato in audizione davanti alla Commissione attività produttive della Camera dei Deputati che “Le quotazioni forward dei prodotti energetici prefigurano un rientro graduale della crisi fra la fine del 2022 e il 2024”, avvertendo però che “i prezzi del gas naturale sono destinati a mantenersi più alti della media storica degli ultimi anni”.

Le attuali quotazioni dei prodotti forward del gas naturale si aggireranno intorno a circa 100 euro/MWh fino al termine dell’anno in corso, a circa 65 euro/MWh per il 2023 e a circa 45 euro/MWh per il 2024”, aveva precisato Besseghini.

Qualcosa del genere in effetti è accaduto dalla fine di ottobre, fino ai giorni nostri. Oggi, ad esempio, il prezzo del gas sul Ttf di Amsterdam si aggira sui 109 euro MWh, in calo del 6%.

Poi la banca d’affari Goldman Sachs ha stimato un 2023 tutto sommato meno peggio delle attese, visto che non dovrebbe far troppo freddo, le riserve strategiche di gas sono state completate e si è provveduto a differenziare gli approvvigionamenti in maniera accettabile. Questo aiuterà a fas scendere il prezzo del gas.

L’agenzia di rating Fitch infine si attende un calo dei prezzi del gas nei prossimi mesi, quindi anche nel 2023, sia sul Ttf olandese, sia sull’Henry Hub americano, soprattutto per l’arrivo di tanto gas liquefatto e la riduzione dei consumi finali.

Lo studio Prometeia sui costi energetici che attendono gli italiani

Il problema è che tutte queste stime, relative al prossimo anno, confermano che in generale i costi energetici per gli italiani e più in generale per gli europei rimarranno alti, molto più alti rispetto a quanto abbiamo visto negli ultimi anni.

Il nuovo studio di Prometeia si allinea con questo scenario e ci invita ad aspettarci un 2023 con un’inflazione in rapida discesa, che shttps://www.prometeia.com/it/news-article/la-crisi-energetica-fiacca-la-crescita-2023-ma-la-sorpresa-italia-puo-continuarei andrà attestandosi al 5.8% (contro l’8.4% del 2022): “Pur nell’ipotesi di un rientro dei prezzi del gas a partire dalla prossima primavera, i costi energetici rimarranno comunque strutturalmente più alti rispetto al passato e famiglie e imprese dovranno adattare le proprie abitudini di consumo a questo cambiamento”.

Il prezzo dell’energia in un contesto di transizione climatica sarà uno dei temi dominanti degli scenari per molti anni a venire – si legge nel commento al Rapporto – chi può traslare a valle gli aumenti dei costi che subisce lo sta facendo, sono soprattutto le famiglie a sopportarne il peso. Le più colpite sembrerebbero essere quelle che svolgono un lavoro dipendente, visto che i salari non stanno rincorrendo gli aumenti dei prezzi, e di certo i nuclei a più basso reddito e risparmio. Le famiglie a reddito più elevato, quelle che presumibilmente hanno accumulato risparmio “in eccesso” durante la pandemia, sono invece più in grado di reggere l’urto di questa fiammata. Ci sarà quindi una decurtazione del valore reale del risparmio e della ricchezza accumulati e una riduzione della propensione al risparmio che sta tornando velocemente ai livelli pre-crisi”.

Giornalista

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