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Le nuove “isole” della Danimarca potrebbero rivoluzionare i sistemi energetici europei

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La Danimarca sta costruendo due isole “energetiche” il cui potenziale potrebbe essere in grado di accelerare la transizione verde dell’Europa.

Un nuovo approccio integrato per la decarbonizzazione

Un’ intera isola artificiale nel Mare del Nord e un impianto realizzato sull’isola di Bornholm, nel Mar Baltico, per produrre energia eolica e, in futuro, idrogeno verde. I progetti evidenziano il nuovo approccio integrato della Danimarca alla generazione di energia rinnovabile.

Situata a 100 km dalla terraferma, l’isola artificiale del Mare del Nord ha il potenziale per fornire elettricità su larga scala e contribuire agli ambiziosi obiettivi di neutralità climatica dell’Unione Europea. Un’enorme fonte di energia rinnovabile che potrebbe accelerare il processo di decarbonizzazione riducendo la dipendenza dal gas russo in Europa, fornendo copertura energetica a Danimarca, Paesi Bassi, Regno Unito e Belgio

Jacob Østergaard, professore e capo del Dipartimento di energia eolica presso l’Università tecnica della Danimarca, ha parlato di “un’impresa enorme” e di un sistema energetico completamente nuovo.

Piattaforme e turbine da 28 miliardi di euro

L’isola del Mare del Nord dovrebbe costare 28 miliardi di euro ed essere costituita da un hub centrale in acciaio, cemento e sabbia. Circondata da una serie di piattaforme e turbine eoliche, non è stata progettata per essere abitata in modo permanente, ma probabilmente ospiterà alloggi per consentire ai lavoratori di soggiornare per brevi periodi.

L’isola di Bornholm ha dimensioni simili e in futuro potrebbe fornire elettricità anche a Germania e Svezia. Il piano, che consisterà in un grande impianto di trasformazione sul lato sud dell’isola e l’installazione di una rete di turbine eoliche, è stato accolto con grande consenso della popolazione locale, circa 39.000 persone. L’85% degli isolani è favorevole al progetto.

Potenziale per la produzione di idrogeno verde

L’elettricità pulita generata sulle isole potrebbe anche essere utilizzata per produrre idrogeno verde da destinare a settori come industria pesante, aviazione e navigazione. In particolare l’idrogeno verde potrebbe fruttare sull’isola di Bornholm, importante snodo marittimo, andando ad alimentare circa 60.000 navi ogni anno. Inoltre, tra le intenzioni più audaci c’è quella di sviluppare un’infrastruttura di rete offshore con più hub.

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