Roma, 04/03/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

13 aziende danno vita all’Associazione Aero: dal mare 8GW di rinnovabili entro il 2030 e 145 mila nuovi posti di lavoro

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Il mare è fonte di energia pulita e le rinnovabili offshore darebbero al Paese 8,5 GW di energia a zero emissioni, per una produzione di 25,5 TWh, che corrisponderebbe secondo le stime al 7% del fabbisogno energetico del Paese. Investimenti per 25 miliardi di euro entro fine decennio.

Il Presidente dell’Associazione Aero Mamone Capria: “L’Italia con 8.500 km di coste può giocare ruolo da protagonista nelle rinnovabili offshore”

Acciona Energia, Agnes, BayWa r.e. Progetti, BlueFloat Energy, Fred Olsen Renewables, Galileo, Gruppo Hope, Isla, M.S.C. Sicilia, Renantis, Repower Wind Offshore, Saipem e Tozzi Green, queste le aziende che hanno dato vita ad Aero, l’associazione delle energie rinnovabili offshore.

Pesentata oggi, Aero conta di raggiungere diversi obiettivi di decarbonizzazione e non solo entro il 2030.

Con i suoi 8.300 chilometri di coste, la sua rete portuale e una posizione baricentrica nel bacino del Mar Mediterraneo, l’Italia può e deve giocare un ruolo di primo piano nella promozione e nello sfruttamento delle Energie Rinnovabili Offshore – ha dichiarato il presidente di Aero, Fulvio Mamone Capria. Al Governo chiediamo elaborare un piano di gestione dello spazio marittimo, di approvare gli accordi relativi alle Zone Economiche Esclusive con i Paesi confinanti e di pianificare idonei interventi infrastrutturali nelle zone portuali strategiche”, ha dichiarato il Presidente Fulvio Mamone Capria.

Le fonti green costituiscono non solo una risposta all’esigenza della lotta al cambiamento climatico, ma anche alle questioni legate alla sicurezza energetica, alla creazione di competenze professionali e know how che saranno sempre più richieste con la transizione ecologica. Il compito del Ministero è velocizzare, per le parti di nostra competenza, le procedure autorizzative per garantire tempi certi alle imprese che investono”, ha sottolineato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

Rinnovabili da mare per creare nuovi posti di lavoro e tagliare le emissioni di gas serra

Prima di tutto dalle rinnovabili offshore è possibile dare vita a nuova occupazione green: a fine decennio si potrebbero contare oltre 145 mila nuovi posti di lavoro, secondo le stime dell’Associazione.

Ma non solo, il mare è fonte di energia pulita e le fonti rinnovabili darebbero al Paese 8,5 GW di energia a zero emissioni, per una produzione di 25,5 TWh, che corrisponde secondo le stime al 7% del fabbisogno energetico del Paese.

Stando alle valutazioni dei promotori di Aero: si tratterebbe di un taglio di 13.000 tonnellate di CO2 e 2,2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.

Risultati sfidanti, che potrebbero dare una grossa mano agli obiettivi di decarbonizzazione che si è data l’Italia al 2030 e al 2050.

Ovviamente, come sempre ci ricordano, la transizione energetica ed ecologica ha un costo economico e per Aero si tratterebbe di investire almeno 25 miliardi di euro entro la fine del decennio.

L’Italia al settimo posto in Europa per nuova capacità eolica installata, ma grande potenziale di crescita

In Italia c’è molto da lavorare e molto da sfruttare in termini di eolico offshore. Come ha ricordato Mamone Capria, abbiamo 8.500 km di coste e il nostro Paese può giocare un ruolo da protagonista nel Mediterraneo ed in Europa.

Secondo l’ultimo report statistico annuale di WindEurope, l’Europa ha installato 19 GW di nuova capacità di energia eolica durante il 2022. La Germania si posiziona al primo posto, seguita da Svezia, Finlandia, Francia e Regno Unito. L’Italia è al settimo posto, seguita da Polonia e Olanda.

L’87% della nuova capacità eolica europea è stata onshore durante l’anno passato, con solo 2,5 GW di nuovi parchi eolici offshore. In questo quadro l’Italia continua a perdere posizioni in termini di potenza installata rispetto ai partner UE, con un dato del 2022 ancora molto basso, con solo 526 Mw installati (dei quali solo 30 offshore).

Per raggiungere gli obiettivi climatici e ambientali che si è data l’Europa, i Paesi membri dell’Unione dovrebbe installare in media 31 GW all’anno fino al 2030, con il 43% di energia eolica sui consumi di energia elettrica.

Ciò sarà possibile per l’Europa solo se si semplificano le norme e le procedure di autorizzazione e si restituiscono chiari segnali agli investitori, mettendo nuove risorse nella catena del valore dell’energia eolica: fabbriche, reti, porti, navi e lavoratori qualificati.

Giornalista

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