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Rinnovabili, il piano delle Hawaii al 2045 

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La Hawaiian electric ha annunciato un piano per raggiungere la neutralità climatica al 2045, quindi prima di quella data fissata alla quale puntano tantissimi Paesi, prendendo in considerazione la legge europea sul clima. 

Hawaiian electric

La Hawaiian electric è il principale fornitore di energia delle isole Hawaii, oltre che una delle società sulla quale investe la strategia Global Climate Engagement di Nordea Asset Management (NAM), il nome operativo dell’attività di management controllata da NAM Holding e dal Gruppo Nordea. 

Insieme alle sue controllate, Maui Electric Company e Hawaii Electric Light Company, l’azienda Hawaiian electric fornisce il 95% di elettricità a circa 1,4 milioni di abitanti dello Stato,

Integrated grid plan: produrre il 100% di energia pulita entro il 2045

La società statunitense ha annunciato di recente un piano, chiamato ‘Integrated grid plan’, per produrre il 100% di energia pulita entro il 2045, riducendo anche gli ostacoli alle installazioni sui tetti dei privati, soprattutto per i cittadini che hanno un reddito piuttosto basso.

Lo sviluppo delle rinnovabili dal 2010

Dal 2010, come dichiarato dall’azienda, la quantità di energia elettrica generata da fonti rinnovabili è triplicata, raggiungendo il 32% del totale. 

Ma adesso gli obiettivi sono diventati più grandi, e si vogliono ridurre del 70% le emissioni di CO2 entro il 2030, incentivando i proprietari di case a installare più pannelli solari, per una quota pari a 50.000, e più batterie di accumulo, cercando di arrivare a 125.000 e aggiungendo così alla rete 3,7 GW. 

16 nuovi progetti e non solo sul fotovoltaico

Per ottenere questi risultati, la Hawaiian electric sta già lavorando dal 2017, ma è da inizio maggio di quest’anno che ha anche annunciato l’avvio di 16 nuovi progetti dedicati all’ottenimento di un vero e proprio cambiamento nel settore energetico, grazie al quale lo Stato si doterà di altri 460 MW di fotovoltaico e di circa 3 GWh di accumulo a batterie.

Ma oltre al solare, l’azienda vuole anche incrementare lo sviluppo della geotermia, l’idrogeno da rinnovabili, la biomassa, i biocarburanti e la conversione dell’energia termica oceanica. Attraverso questa diversificazione, l’intento è quello di aumentare la resilienza della rete e la sua capacità di rispondere agli eventi.

La conversione degli impianti di combustibili fossili 

Questo sviluppo delle fonti green è possibile anche grazie a un lavoro di conversione degli impianti di combustibili fossili. La stessa società americana ha annunciato di recente la trasformazione della seconda più grande centrale a carbone del Paese in un’infrastruttura che produrrà presto idrogeno e biodiesel, e lo stesso sta avvenendo anche per altri siti. 

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