Roma, 21/06/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

L’Italia è tra i primi 10 Paesi al mondo a fornire dati sulle emissioni indirette Scope 3

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Carbon Disclosure Project (Cdp) ha dichiarato al Sole 24 Ore che l’Italia è tra i primi 10 Paesi al mondo per numero di aziende che forniscono dati Scope 3, sulle emissioni indirette, insieme a Francia, Germania, Stati Uniti, Cina, Giappone, Regno Unito e Brasile. 

Cosa dice il rapporto 

L’ultimo rapporto dell’organizzazione internazionale senza scopo di lucro ‘Carbon Disclosure Project (Cdp)’ e dal titolo ‘Scoping Out: Tracking Nature Across the Supply Chain’, ha sottolineato come solo 4 imprese su 10 riportano i dati sulle emissioni indirette provocate dai fornitori di un’azienda e dai suoi clienti (lo Scope 3 del GHG Protocol).

Si tratta di statistiche che rappresentano l’elemento di più difficile valutazione per qualsiasi ente, anche se in media i gas serra generati dalla supply chain (catena di approvvigionamento) sono 11,4 volte maggiori delle emissioni dirette (Scope 1).

In riferimento all’Italia

Dallo studio dell’organizzazione emerge che quasi il 70% delle imprese ha riferito di non valutare l’impatto delle proprie attività di rifornimento merci sulla biodiversità, e l’Italia, secondo quanto riportato dal Cdp al Sole 24 Ore, è tra i primi 10 Paesi al mondo per aziende che forniscono informazioni almeno in una categoria di emissioni Scope 3, insieme a Francia, Germania, Stati Uniti, Cina, Giappone, Regno Unito e Brasile.  

In particolare, le imprese italiane che hanno condiviso i propri dati con il Carbon Disclosure Project sono aumentate, dal 2021 al 2022, da 370 a 581, quindi + 211.

GHG Protocol e i tre gruppi ‘Scope’

Il Greenhouse Gas Protocol (GHG) è nato negli anni 90 per stabilire degli standard globali per la misurazione e la gestione delle emissioni da parte di aziende pubbliche e private, nonché per fissare delle azioni di mitigazione. 

Il protocollo suddivide i gas serra in tre gruppi o ‘Scope’: il primo, fa riferimento alle emissioni dirette derivanti da fonti controllate o di proprietà; lo Scope 2 che comprende quelle indirette derivanti dalla produzione di elettricità, vapore, riscaldamento e raffreddamento; Scope 3 che include invece tutte le altre emissioni indirette provenienti dalla catena del valore di un’azienda, che risultano essere anche quelle più difficili da quantificare e segnalare. 

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