Roma, 04/03/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

La batteria carbonio-ossigeno entro il 2025 

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Un ex ingegnere della NASA ha sperimentato una batteria a carbonio-ossigeno che potrebbe entrare in funzione dal 2025. 

MOXIE 

Uno degli esperimenti più riusciti della NASA, nell’ambito del programma ‘Perserverance Mars rover’, è stato ‘Moxie’: il dispositivo ideato per estrarre ossigeno dall’anidride carbonica e far diventare l’aria del pianeta Marte respirabile.

Questo traguardo è stato raggiunto due anni fa e gli ingegneri che hanno lavorato a questo progetto si sono resi conto che una cella a combustibile può essere utilizzata sia come generatore che come accumulatore di energia. Proprio a partire da questa intuizione Chris Gaves, che aveva lavorato alla missione su Marte, ha deciso di abbandonare la NASA per fondare Noon Energy, una start up di batterie. 

L’innovazione di Gaves 

Gaves, insieme a un team di ricercatori, aveva intuito con Moxie che lo stesso processo che era stato utilizzato allora poteva essere ottimizzato per immagazzinare energia pulita a dei prezzi bassi e per dei periodi di tempo più lunghi, fino a 100 ore, rispetto a quelli che possono garantire semplici batterie agli ioni di litio. 

Questo nuovo sistema non solo è molto economico, ma non utilizza materiali pesanti e stocca energia con un basso impatto ambientale. Per questa ragione, potrebbe essere utilizzato su scala industriale per creare una rete energetica a basse emissioni e produrre enormi quantità di elettricità da fonti rinnovabili. 

Nel 2025 è possibile che i primi prototipi verranno già lanciati sul mercato, grazie a dei finanziamenti di Noon Energy equivalenti a 28 milioni di dollari. Questo dispositivo, messo in commercio, potrebbe riscuotere grande successo, essendo molto più economico delle batterie a litio.

Come funziona una batteria carbonio-ossigeno

Una batteria carbonio-ossigeno è costituita da due serbatoi di gas, regolatori di pressione, compressori e una cella a combustibile. Per caricarla, l’anidride carbonica viene divisa nei suoi componenti: monossido di carbonio e ossigeno, che vengono immagazzinati nel secondo serbatoio. Per scaricarla, la miscela fluisce nella cella e si ricombina per produrre C02, dunque elettricità.

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