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Decarbonizzazione, 25 TWh di energia elettrica da geotermico e bioenergia. Il Rapporto Gse

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Pubblicato dal Gse il primo Rapporto trimestrale sulla situazione energetica del nostro Paese. La finalità del documento è creare una visione d’insieme in grado di descrivere le principali variabili che caratterizzano l’evoluzione del quadro energetico nazionale nel contesto degli obiettivi su energia e clima al 2030.

Geotermia e biomasse per decarbonizzare il Paese

A fine 2021 la potenza complessiva stimata degli impianti idroelettrici ammonta a 19,2 GW, quella degli impianti alimentati da bioenergie a 4,1 GW, quella degli impianti geotermoelettrici a 0,8 GW.

Rispetto al 2008, l’aumento di potenza più significativo è registrato dagli impianti a bioenergie (+163%), seguiti dagli idroelettrici (+9%).

La produzione elettrica registrata nel 2021 è stimata in circa 45 TWh per gli impianti idroelettrici, 19 TWh per gli impianti alimentati da bioenergie, e 6 TWh per i geotermoelettrici; l’andamento della produzione idroelettrica risente sensibilmente delle variazioni annuali dell’intensità delle precipitazioni.

Sono questi i principali dati relativi alla generazione di energia da fonti geotermiche e biomasse contenuti nel Rapporto trimestrale Energia e clima del Gestore servizi energetici (Gse).

Bioenergia

La fonte rinnovabile più utilizzata in Italia nel settore termico è la biomassa solida, che fa parte della più ampia famiglia delle bioenergie

Nel 2021 si stima un consumo complessivo di bioenergie pari a 8,1 Mtep (milioni tonnellate equivalenti di petrolio); di questi, 7,3 Mtep sono relativi alla biomassa solida, utilizzata sia in forma diretta (6,8 Mtep) sia in forma di calore derivato (0,5 Mtep).

Gli impieghi diretti di biomassa solida nel settore residenziale, principalmente in forma di legna da ardere e pellet per riscaldamento ambienti, sono stimati annualmente in oltre 6 Mtep.

Taglio delle emissioni di CO2

Negli ultimi anni, le emissioni gas serra evitate grazie all’uso delle rinnovabili termiche sono piuttosto stabili e pari a circa 18 milioni di tonnellate di CO2, considerando le emissioni dirette, e 22 milioni considerando l’analisi del ciclo di vita.

Le biomasse solide hanno contribuito rispettivamente per 9 e 10 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 evitate.

Ricordiamo che sotto la categoria rinnovabili termiche, prendendo la definizione data da Eurostat, finiscono il solare termico (che sfrutta l’irraggiamento solare per produrre calore, ossia energia termica per la produzione di acqua calda), la geotermia, le bioenergie, il teleriscaldamento e le pompe di calore.

Giornalista

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