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Biomasse legnose, cosa sono? Un ostacolo per l’efficientamento energetico

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Le biomasse legnose (in passato erroneamente considerate fonti rinnovabili) utilizzate per il riscaldamento residenziale dal 15% delle famiglie italiane, più dell’industria e dei trasporti, peggiorano la qualità dell’aria. Con il 55% di PM10 (particolato), l’uso residenziale delle biomasse è la prima fonte di inquinamento in città. L’evento organizzato dalla Regione Lombardia “L’impatto del riscaldamento domestico sulla qualità dell’aria, il progetto Prepair” ha messo in risalto l’importanza delle best practice per l’utilizzo delle biomasse, affrontando la questione dell’efficientamento energetico negli edifici ad uso residenziale, ma anche delle azioni applicabili nell’ambito delle Comunità Energetiche locali.

Biomasse legnose e polveri sottili

Con il 55% di PM10 (particolato), il riscaldamento domestico è la prima causa di inquinamento dell’aria nelle città. Il tema della biomassa legnosa, annoverata nell’elenco delle FER (fonti di energia rinnovabile), è alquanto controverso, in quanto le polveri sottili dovute alla combustione di questi materiali hanno un impatto non indifferente sull’atmosfera. L’evento organizzato dalla Regione LombardiaL’impatto del riscaldamento domestico sulla qualità dell’aria, il progetto Prepair” ha messo in risalto l’importanza delle best practice per l’utilizzo delle biomasse, affrontando la questione dell’efficientamento energetico negli edifici ad uso residenziale, ma anche delle azioni applicabili nell’ambito delle Comunità Energetiche locali, come gli impianti di riscaldamento collettivi di ultima generazione.

Il progetto Prepair per le biomasse

Il Programma integrato “Life”, dell’Unione Europea, attualmente in fase di revisione, stanzia 116 milioni di euro in progetti strategici al fine di supportare le politiche nazionali e locali finalizzate a migliorare la qualità dell’aria. Il progetto Prepair rientra in questo piano d’azione e riguarda il bacino del Po, zona che copre il territorio delle regioni italiane del nord ed include diversi agglomerati urbani quali Milano, Bologna e Torino. Si tratta di un’ area densamente popolata ed intensamente industrializzata, più esposta quindi all’inquinamento da polveri sottili. La sfida è quella di accrescere la consapevolezza dei cittadini sulla nocività della combustione e rendere meno impattanti fumi ed emissioni derivanti dall’utilizzo di biomasse. Al fine di ridurre i livelli di inquinamento atmosferico, le Regioni hanno istituito il Tavolo di Bacino Padano, pianificando azioni comuni allo scopo di limitare il rilascio di CO2 nell’aria nei prossimi anni.

Come ottimizzare gestione e produzione di biomasse

È indubbio che la qualità dell’aria passi anche per le diverse modalità di ricorso alle biomasse. Nel corso dell’iniziativa lombarda, è emerso chiaramente che anche materiali come il pellet, molto meno impattante sull’ambiente del legno, non possano essere in alcun modo considerati FER. Migliori del metano, le biomasse hanno il pregio di non immettere nell’aria la stessa quantità di emissioni, ma nella piramide dell’ approvvigionamento energetico sono appena sopra i combustibili fossili. Il progetto Prepair mira ad ottimizzare, attraverso i diversi piani regionali, la gestione della catena di approvvigionamento locale e la produzione di biomasse per l’utilizzo di energia. Oltre a questo, il corretto uso delle biomasse per il riscaldamento domestico, e dunque l’impiego in stufe e caminetti, può fare la differenza.

In Italia il 15% delle famiglie utilizza biomasse

Per quanto anacronistico, ancora oggi si utilizza la legna per riscaldare le abitazioni. Secondo l’ultima rilevazione ISTAT del 2013, in Italia circa il 15% delle famiglie usa le biomasse per il riscaldamento dell’abitazione e il consumo nazionale di legna da ardere è di circa 25 milioni di tonnellate all’anno. La percezione comune considera la combustione domestica della legna una pratica ecologica e tradizionale, pertanto innocua per la salute.Tuttavia le evidenze scientifiche mostrano il contrario. Pur se in passato l’installazione di apparecchi a biomasse ha usufruito di incentivi nazionali, nell’ambito delle strategie per lo sviluppo delle fonti rinnovabili non fossili, il riconoscimento dell’importanza dell’inquinamento dell’aria, generato dai piccoli apparecchi a legna, ha portato ad intraprendere un percorso diverso, volto a contenere l’uso degli apparecchi più inquinanti in favore del raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, e quindi di sviluppo di fonti alternative veramente pulite.

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