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COP30: innovazione e tecnologia aprono i lavori a Belém

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COP30 inizia all’insegna dell’innovazione. Il primo giorno segna il lancio di iniziative chiave come il Green Digital Action Hub, l’AI Climate Institute e nuovi modelli di finanziamento per trasformare i piani di adattamento in progetti scalabili.

Il primo giorno

La COP30 di Belém si apre all’insegna dell’innovazione. Il primo giorno segna il lancio di iniziative chiave come il Green Digital Action Hub, l’AI Climate Institute e nuovi modelli di finanziamento climatico per trasformare i piani di adattamento in progetti concreti e scalabili.

Dopo aver ribadito che gli sforzi globali per contrastare il cambiamento climatico procedono troppo lentamente, i leader mondiali hanno lasciato spazio ai negoziatori di oltre 200 Paesi, chiamati a tradurre le promesse in azioni.

Adattamento e tecnologia: al via il Green Digital Action Hub

Il primo giorno della COP30 rappresenta una svolta per tecnologia e adattamento climatico. Le banche multilaterali di sviluppo e i partner internazionali presentano nuovi strumenti e modelli di finanziamento per rendere i piani di adattamento bancabili e replicabili su larga scala.

Nel pomeriggio, l’evento clou: il lancio del Green Digital Action Hub, piattaforma globale per favorire una trasformazione digitale più verde e inclusiva. Tra le altre iniziative, spiccano l’AI Climate Institute, le tecnologie digitali per la decarbonizzazione e nuovi strumenti di trasparenza dei dati sulle emissioni ICT.

Le comunità indigene chiedono un ruolo centrale

La COP30 entra nel vivo anche con l’arrivo a Belém dei leader indigeni dell’Amazzonia, che rivendicano un ruolo attivo nella gestione energetica dei propri territori.

Un recente rapporto di Earth Insight e della Global Alliance of Territorial Communities rivela che il 17% delle foreste pluviali abitate da comunità locali è minacciato da trivellazioni petrolifere, attività minerarie e deforestazione.

Le loro richieste sottolineano un punto cruciale: la transizione energetica non può limitarsi a fondi e garanzie finanziarie, ma deve includere le popolazioni più vulnerabili nei processi decisionali.

COP30: interessi in gioco e sfide geopolitiche

Nelle prossime due settimane, i negoziatori discuteranno di temi cruciali: dalla riduzione delle emissioni alla roadmap per l’abbandono dei combustibili fossili, fino alla struttura dei fondi climatici destinati ai Paesi più poveri.

In un contesto globale segnato da guerre, crisi economiche e tensioni commerciali, trovare un accordo condiviso sarà una sfida complessa. Servirà anche il consenso dei più scettici e dei grandi produttori di petrolio, alimentati dalle politiche fossili di Donald Trump.

Tutti gli occhi sugli Stati Uniti e la “roadmap del fossile”

Gli Stati Uniti, che si preparano a uscire dall’Accordo di Parigi il prossimo 27 gennaio, non hanno ancora confermato la loro partecipazione ufficiale alla COP30. Tuttavia, restano al centro dei negoziati, data la posizione pro-fossile del nuovo governo.

Alla COP28 di Dubai, i Paesi si erano impegnati a ridurre gradualmente i combustibili fossili, ma nessuno dei 60 aggiornamenti dei piani climatici nazionali presentati da allora include obiettivi concreti per tagliare la produzione di petrolio e gas.

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