Il tanto discusso Testo Unico FER, nato per unificare la normativa sulle rinnovabili ma accusato di rallentare la transizione energetica, è stato finalmente rivisto. Le nuove modifiche puntano a sciogliere i nodi e rendere più chiaro ed efficace il quadro normativo in materia di titoli edilizi, espropri per opere connesse, revamping e repowering, riattivazione di impianti dismessi, agrivoltaico, piattaforma SUER e autorizzazione unica.
Le critiche
Il Testo Unico FER, a lungo criticato perché più ostacolo che motore della transizione energetica, è stato finalmente rivisto. Nato per raccogliere in un unico corpus normativo tutta la disciplina sulle fonti rinnovabili, da più di un anno a questa parte, aveva invece generato incertezze e rallentamenti, soprattutto sui fronti autorizzativi: dai titoli edilizi agli espropri per opere connesse, dai progetti di revamping e repowering agli impianti agrivoltaici, fino alla Piattaforma SUER e alla tanto discussa Autorizzazione Unica.
Le modifiche apportate
Ora il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, insieme ai ministri Zangrillo, Casellati e Pichetto Fratin, ha approvato in via preliminare un decreto legislativo che integra e corregge il D.Lgs. 190/2024.
Il nuovo impianto punta a semplificare le procedure, eliminare zone d’ombra normative e centrare gli obiettivi del PNRR. Tra le novità vi sono l’estensione delle regole anche agli impianti di accumulo, la rimozione di ambiguità in materia edilizia, nuove definizioni più puntuali, tempi più rapidi per le autorizzazioni e un meccanismo di risoluzione extragiudiziale delle controversie. Il tutto senza costi aggiuntivi per la finanza pubblica.
“Questo correttivo – spiega il Ministro Gilberto Pichetto – rappresenta un passaggio fondamentale per dare ancora più sprint alle rinnovabili, rimuovendo gli ostacoli che finora ne hanno condizionato lo sviluppo. È un intervento, frutto del lavoro congiunto con i colleghi Casellati e Zangrillo, che presta ascolto al settore e consolida il nostro percorso per centrare gli obiettivi ambientali ed energetici” conclude.
“Con questo correttivo abbiamo voluto dare un’altra risposta concreta al Paese: meno burocrazia, più efficienza, più energia pulita. È una riforma che semplifica le regole e accelera i processi. Perché la transizione ecologica sia un’opportunità di crescita e competitività per l’Italia e non un freno per le imprese” ha dichiarato il ministro per le riforme istituzionali, Elisabetta Casellati.
“Si tratta di un passaggio significativo per ridurre il peso della burocrazia in un settore così strategico come quello delle energie rinnovabili. Grazie al lavoro svolto con i colleghi Pichetto e Casellati abbiamo notevolmente semplificato le procedure per le imprese del settore e per le amministrazioni coinvolte. L’intervento è da considerare nel più ampio contesto delle semplificazioni amministrative, che vede il Dipartimento della funzione pubblica in linea con gli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” sottolinea il Ministro per la pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.
In concreto, le modifiche mirano a:
- accelerare l’iter autorizzativo per gli impianti rinnovabili;
- introdurre definizioni chiare di concetti chiave come “infrastrutture indispensabili” e “revisione della potenza”;
- razionalizzare le procedure in presenza di vincoli paesaggistici o culturali;
- rivedere i tempi di ripristino dei luoghi a carico dei gestori;
- ridurre drasticamente i tempi della “autorizzazione unica” (da 120 a 40 giorni per alcuni interventi);
- istituire un punto di contatto unico a livello comunale.





