L’Italia prova a imprimere una nuova accelerazione alla transizione energetica. Con la firma del decreto FERX da parte del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, entra nella fase conclusiva un provvedimento destinato a sostenere la realizzazione di oltre 37 GW di nuova capacità da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica nazionale e contribuire alla riduzione del costo dell’elettricità per imprese e famiglie.
Il testo, che segue il via libera della Commissione europea arrivato l’8 giugno nell’ambito del nuovo quadro sugli aiuti di Stato collegato al Clean Industrial Deal, sarà ora trasmesso agli organi di controllo prima della pubblicazione sul sito del MASE e della successiva entrata in vigore.
Un piano da 23 miliardi per spingere gli investimenti
L’autorizzazione concessa da Bruxelles riguarda un regime di sostegno del valore complessivo di 23 miliardi di euro destinato a favorire la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili mature. Una misura che punta a creare le condizioni necessarie per attrarre nuovi investimenti in un settore considerato strategico sia per la decarbonizzazione sia per la competitività industriale.
L’Italia continua infatti a registrare prezzi dell’energia superiori alla media europea e una forte dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. L’espansione della generazione rinnovabile è considerata una delle leve principali per ridurre tale vulnerabilità e aumentare la stabilità del sistema energetico.
Quali impianti potranno beneficiare del FERX
Il nuovo meccanismo di sostegno riguarda gli impianti alimentati da fonti rinnovabili caratterizzate da costi di produzione ormai prossimi alla competitività di mercato. Potranno accedere agli incentivi gli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e quelli alimentati da gas residuati dai processi di depurazione.
Il decreto distingue tra impianti di piccola e grande taglia. Una quota di 10 GW è riservata agli impianti fino a 1 MW di potenza, che potranno accedere direttamente al sistema di supporto. I restanti 27,15 GW saranno invece assegnati attraverso procedure competitive organizzate dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
Eolico e fotovoltaico protagonisti della crescita
La distribuzione dei contingenti evidenzia la centralità delle tecnologie che negli ultimi anni hanno trainato la crescita delle rinnovabili in Italia. Dei 27,15 GW destinati alle aste, 16,5 GW saranno assegnati all’eolico e 10 GW al fotovoltaico. Completano il quadro 630 MW per l’idroelettrico e 20 MW per gli impianti che utilizzano gas derivanti dai processi di depurazione.
Numeri che confermano la volontà del Governo di puntare sulle tecnologie oggi più competitive e rapidamente realizzabili per raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano nazionale energia e clima.
Le rinnovabili corrono già oltre il 50%
Il decreto arriva in un momento particolarmente favorevole per il settore. Secondo i dati di Terna, nel maggio 2026 le fonti rinnovabili hanno soddisfatto il 52,8% del fabbisogno elettrico nazionale, mentre la domanda di energia è cresciuta del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2025.
Già lo scorso anno l’Italia aveva raggiunto un risultato storico, con le rinnovabili capaci di coprire il 41,1% dei consumi elettrici complessivi. Il fotovoltaico si è confermato la principale fonte verde del Paese con oltre 44 TWh prodotti, seguito dall’idroelettrico e dall’eolico.
Parallelamente continua ad aumentare la capacità installata. Nel 2025 sono entrati in esercizio 7,2 GW di nuovi impianti rinnovabili, un volume sette volte superiore rispetto a quello registrato appena quattro anni prima. Crescono anche i sistemi di accumulo energetico, sempre più essenziali per garantire la stabilità della rete elettrica.
Ora la partita passa al GSE
Per rendere operativo il FERX manca ancora un ultimo passaggio. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto, il Ministero dovrà approvare le regole applicative predisposte dal GSE, che definiranno modalità di accesso, requisiti tecnici e criteri per la partecipazione alle procedure competitive.
Da quel momento il nuovo sistema di sostegno potrà entrare a regime, aprendo una fase decisiva per il raggiungimento degli obiettivi energetici e climatici dell’Italia al 2030.







