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Dallo Spazio alla gestione del cambiamento climatico. Il nuovo Decreto

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Sfruttare il potenziale dello Spazio per promuovere attività di sviluppo sostenibile sulla Terra. La nuova bozza del DDL Spazio, in discussione al MIMIT, contiene alcune misure che potrebbero rivelarsi fondamentali per la gestione delle risorse ambientali ed energetiche sulla Terra.

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Il nuovo DDL Spazio 

Una dotazione iniziale pari a 85 milioni per l’anno 2024, 160 milioni per l’anno 2025 e 50 milioni per l’anno 2026. Il nuovo DDL Spazio del MiMiT istituisce un Fondo per l’economia dello Spazio e mette nero su bianco una serie di misure destinate a promuovere le attività nello spazio, incluse quelle più futuristiche riguardanti l’utilizzo di tecnologie e infrastrutture spaziali nazionali per accelerare il processo di transizione energetica.

Il potenziale dello Spazio per lo sviluppo sostenibile

Lo Stato promuove lo sviluppo dell’attività spaziale quale fattore promettente di crescita economica,  favorendo, in particolare, la ricerca, la produzione e il commercio in orbita terrestre bassa” si legge nel provvedimento, che tra i diversi fini annovera quello di contribuire a uno sviluppo sostenibile sfruttando il potenziale dello Spazio nella gestione delle risorse ambientali e degli effetti locali del cambiamento climatico. Come? Anche semplificando telecomunicazioni e gestione logistica.

Lo sviluppo tecnologico nello Spazio e i benefici diretti sulla Terra

Non dimentichiamoci che lo sviluppo tecnologico spaziale ha portato spesso dei benefici diretti sulla Terra. Nel caso dei pannelli solari, ad esempio, l’altissima efficienza di cui possiamo usufruire oggi è in parte dovuta ai progressi fatti in orbita . Si pensi solo alle celle solari a giunzione tripla di Gallium-Arsenide, con un’efficienza superiore rispetto alle prime in silicio. Si passò in breve tempo da 16% al 25%.