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Energie rinnovabili più economiche dei fossili: il nuovo rapporto IRENA

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Il fotovoltaico e l’eolico onshore costano fino al 53% in meno rispetto ai combustibili fossili, ma la transizione verde rischia di rallentare senza investimenti in reti, accumulo e accesso equo al capitale

Le energie rinnovabili consolidano la loro leadership economica a livello globale

Secondo il rapporto Renewable Power Generation Costs in 2024 dell’IRENA (International Renewable Energy Agency), il solare fotovoltaico e l’eolico onshore si confermano le fonti più convenienti, superando ampiamente le alternative a combustibili fossili. Tuttavia, il cammino verso la transizione energetica presenta ancora ostacoli significativi: infrastrutture obsolete, difficoltà di integrazione nella rete e disparità di accesso al capitale nei Paesi in via di sviluppo.

Rinnovabili: i costi più bassi di sempre

Nel 2024, il costo medio dell’energia eolica onshore è sceso a 0,034 $/kWh, mentre il solare fotovoltaico ha raggiunto 0,043 $/kWh, risultando rispettivamente più economici del 53% e del 41% rispetto alle fonti fossili più competitive. L’aggiunta di 582 GW di nuova capacità rinnovabile ha generato risparmi stimati in 57 miliardi di dollari, riducendo al tempo stesso le emissioni e la dipendenza dai mercati fossili.

Il dato più impressionante: il 91% dei nuovi impianti rinnovabili installati nel 2024 è stato più conveniente rispetto alle alternative fossili. Una conferma che le rinnovabili non sono più una scelta “verde”, ma la scelta economicamente più vantaggiosa.

Batterie, reti e innovazione: le nuove sfide della transizione

Nonostante il vantaggio economico, l’integrazione delle rinnovabili nella rete elettrica resta una sfida aperta. Strozzature infrastrutturali, lentezze autorizzative e carenza di sistemi di accumulo stanno rallentando lo sviluppo di nuovi progetti, soprattutto nei Paesi emergenti.

Secondo IRENA, il costo dei sistemi di accumulo a batteria su scala industriale (BESS) è calato del 93% dal 2010, toccando quota 192 $/kWh nel 2024. Ma la diffusione su larga scala resta limitata. Sistemi ibridi (solare + eolico + batterie) e tecnologie digitali basate su intelligenza artificiale sono fondamentali per una rete più flessibile, ma richiedono investimenti urgenti in digitalizzazione e modernizzazione della rete.

Accesso al capitale: un divario Nord-Sud che minaccia l’equità energetica

Uno dei nodi più critici riguarda il costo del finanziamento nei Paesi a basso reddito. IRENA rileva che nel 2024 il costo del capitale per un progetto eolico era del 3,8% in Europa, ma oltre il 12% in Africa. Questo squilibrio genera un LCOE (costo livellato dell’elettricità) molto più alto nel Sud del mondo, minando la competitività delle rinnovabili proprio dove sarebbero più necessarie.

PPA e politiche stabili: la chiave per attrarre investimenti

Per favorire la crescita delle energie rinnovabili, IRENA sottolinea l’importanza di contratti PPA (Power Purchase Agreement) a lungo termine, politiche energetiche stabili e normative trasparenti. Senza un contesto normativo chiaro, gli investitori faticano ad allocare risorse, soprattutto in mercati emergenti.

La competitività delle rinnovabili è oggi un fatto. Ma questo progresso non è garantito”, avverte Francesco La Camera, Direttore Generale di IRENA. “Serve cooperazione internazionale, catene di approvvigionamento resilienti e sostegno politico, in particolare nei Paesi a basso reddito”.

Anche António Guterres, Segretario Generale dell’ONU, lancia un appello:

L’energia pulita è economia intelligente. Le rinnovabili stanno vincendo, ma serve volontà politica per rimuovere le barriere e mobilitare i finanziamenti”.

Il futuro è rinnovabile, ma non sarà automatico

Nel solo 2024, IRENA stima che l’uso delle fonti rinnovabili abbia evitato l’equivalente di 467 miliardi di dollari in costi da combustibili fossili. Ma questo progresso rischia di rallentare senza interventi rapidi e mirati per migliorare le reti, supportare le tecnologie emergenti e garantire parità di accesso ai finanziamenti globali.

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