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Agrovoltaico, la tecnologia a separazione spettrale per una maggiore efficienza

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Secondo i risultati ottenuti da un team di ricerca della University of Science and Technology of China, la tecnologia FV a separazione spettrale potrebbe portare dei benefici all’agrovoltaico.

La ricerca

La ricerca compiuta dai ricercatori della University of Science and Technology of China dimostra che la tecnologia FV a separazione spettrale potrebbe portare dei benefici all’agrovoltaico.

Un sistema come questo, chiamato SCAPV, si basa sulla separazione spettrale della luce solare, come fa intuire il nome stesso, che forma delle lunghezze d’onda di vario colore. 

Quelle rosse e blu vengono utilizzate per la fotosintesi, in quanto corrispondono ai picchi di assorbimento della clorofilla delle piante. Tutte le altre invece, si sfruttano per la generazione di energia concentrata.

Un impianto agrovoltaico da 10 kW

Il team cinese ha così realizzato un impianto agrovoltaico da 10 kW, sfruttando tale tecnologia e rendendosi conto dei benefici guadagnati. 

Le prestazioni della struttura sono state testate a Fuyang, nella provincia cinese di Anhui, dove la centrale ha raggiunto un’efficienza di utilizzo della luce ibrida del 9,05%, e dunque superiore, secondo gli studiosi, a quella massima raggiunta con la classica fotosintesi, di circa il 6%.

Altre caratteristiche dell’impianto

Altre caratteristiche dell’impianto? Conta 128 moduli, montati a 2,5 metri da terra, e un sistema di tracking a doppio asse per una produzione media annua di circa 107 MWh per ettaro.

L’efficienza massima di conversione solare è arrivata grazie al sistema SCAPV all’11,6%, il valore più alto mai ottenuto finora.

Le attività agricole

Mentre per quel che concerne le attività agricole, grazie a tali dispositivi ci potranno essere delle rese più elevate di varie colture, secondo quanto constatato dagli esperti, oltre a miglioramenti significativi nella ritenzione dell’umidità del suolo rispetto all’aria aperta.

I test del team cinese hanno dunque dimostrato la compatibilità agricola dei sistemi SCAPV su larga scala, grazie alla quale ci si potrebbe avvicinare alla transizione energetica senza intaccare la produzione alimentare e senza mettere a rischio la biodiversità.

Restano però ancora degli aspetti da migliorare e approfondire, considerando che la tecnologia del fotovoltaico a separazione spettrale è ancora in fase di studio, e si vuole tentare di aumentare la sua efficienza di conversione, ridurne i costi e valutarne altri effetti sul campo.

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