A Frascati nasce il laboratorio FCCTF, progettato per testare i super magneti del reattore a fusione nucleare DTT. Un’infrastruttura all’avanguardia che opererà a -269 °C e sarà a disposizione della comunità scientifica internazionale per lo sviluppo di tecnologie energetiche del futuro.
Un’infrastruttura ad alta tecnologia per l’energia del futuro
A Frascati, alle porte di Roma, nasce il Frascati Coil Cold Test Facility (FCCTF): un laboratorio all’avanguardia progettato per testare in condizioni estreme i super magneti superconduttori destinati al Divertor Tokamak Test (DTT), il primo reattore sperimentale a fusione nucleare 100% italiano, in fase di costruzione presso il Centro Ricerche ENEA.
Si tratta di un’infrastruttura unica nel panorama nazionale ed europeo, destinata a diventare un punto di riferimento nella ricerca sulla fusione nucleare controllata, una delle tecnologie più promettenti per la produzione di energia pulita, sicura e sostenibile.
Il progetto DTT: riprodurre l’energia del Sole sulla Terra
Il DTT (Divertor Tokamak Test) è un reattore sperimentale che ha l’ambizioso obiettivo di riprodurre le reazioni di fusione che avvengono nel cuore del Sole.
Attraverso il confinamento di isotopi dell’idrogeno (deuterio e trizio) e il loro riscaldamento oltre i 100 milioni di gradi, si otterrà uno stato di plasma capace di generare energia tramite la fusione dei nuclei atomici, senza emissioni di CO₂ e con scorie radiottive minime.
Il ruolo del laboratorio FCCTF nella fusione nucleare
Il laboratorio FCCTF svolgerà un ruolo cruciale nella validazione dei componenti magnetici del DTT. In particolare, testerà 26 super magneti superconduttori:
- 18 bobine toroidali
- 6 moduli del solenoide centrale
- 2 bobine poloidali
Questi magneti, raffreddati a temperature estreme (-269 °C, grazie all’elio liquido), sono fondamentali per confinare il plasma all’interno del reattore e mantenere la stabilità del processo di fusione. I test saranno eseguiti in condizioni molto simili a quelle operative, garantendo l’affidabilità dei materiali e dei sistemi.
Una risorsa per la scienza internazionale
Oltre a supportare il reattore DTT, il laboratorio FCCTF sarà aperto anche alla comunità scientifica internazionale, diventando un hub per la ricerca su superconduttori a bassa e alta temperatura critica (HTS). Questi materiali sono fondamentali non solo per la fusione, ma anche per tecnologie avanzate in campi come:
- trasporto elettrico
- reti elettriche ad alta efficienza
- accumulo di energia
- magneti per applicazioni mediche e industriali
Le dotazioni tecnologiche del FCCTF
Il Frascati Coil Cold Test Facility è equipaggiato con:
- Criostato in grado di contenere magneti fino a 7 metri di lunghezza e 17 tonnellate di peso
- Refrigeratore ad elio supercritico, capace di operare fino a -269 °C (4,5 K)
- Sistema di alimentazione elettrica da 43.000 ampere
- Fast Discharge Unit (FDU) per la protezione dei magneti da eventi di quench
- Stazione di test ad azoto liquido (-196 °C) per validare prototipi di cavi HTS fino a 20.000 ampere
Una sfida strategica per l’Italia e l’Europa
“Il DTT è un progetto strategico per l’Italia e per l’Europa. Con il FCCTF mettiamo a disposizione della comunità scientifica un’infrastruttura unica per testare tecnologie chiave per la fusione,”
afferma Francesco Romanelli, presidente di DTT Scarl e docente all’Università di Roma Tor Vergata.
Il laboratorio impiegherà circa 10 tra ricercatori e tecnici, contribuendo concretamente allo sviluppo di nuove tecnologie energetiche e rafforzando la posizione dell’Italia nella corsa globale alla fusione nucleare.
“Questa infrastruttura rappresenta un passo avanti decisivo. Non solo supporterà il reattore DTT, ma sarà anche al servizio della scienza internazionale,”
aggiunge Paola Batistoni, responsabile della Divisione Sviluppo Energia da Fusione di ENEA.
L’Italia protagonista nell’energia del futuro
Con la nascita del FCCTF, l’Italia si conferma in prima linea nello sviluppo di tecnologie per la fusione nucleare controllata, una delle chiavi più promettenti per affrontare la crisi energetica e climatica globale.
Un laboratorio “super freddo” per testare tecnologie “super calde”, che oggi aprono la strada a nuove frontiere dell’energia e domani potrebbero alimentare le nostre città in modo pulito, sicuro e sostenibile.







