Al centro del vertice Italia-Algeria a Roma, oltre 40 accordi per rafforzare la cooperazione su materie prime critiche, idrogeno verde, metano e transizione energetica. Il Piano Mattei guida la strategia italiana per fare del Paese un hub energetico del Mediterraneo, con l’Algeria partner chiave nella sicurezza e sostenibilità. Firmati progetti per nuove filiere industriali, corridoi energetici e riduzione delle emissioni.
Il quinto vertice intergovernativo
Al centro del quinto vertice intergovernativo Italia-Algeria tenutosi a Roma, la cooperazione su materie prime critiche, transizione energetica, idrogeno verde e riduzione delle emissioni di metano. Protagonista dell’incontro è stato il Piano Mattei, la strategia italiana per consolidare un partenariato energetico con l’Africa e trasformare l’Italia in un hub energetico del Mediterraneo.
All’incontro hanno partecipato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e il ministro algerino dell’Energia, Mohamed Arkab, che hanno firmato oltre 40 accordi di cooperazione nei settori dell’energia, industria, ambiente e formazione tecnica.
Piano Mattei: 5 miliardi per energia e sviluppo industriale tra Italia e Africa
Il Piano Mattei, voluto dal Governo Meloni e dotato di un finanziamento iniziale superiore ai 5 miliardi di euro, punta a rafforzare la collaborazione tra Italia e Africa in chiave energetica e industriale. L’obiettivo: diversificare le fonti di approvvigionamento, ridurre la dipendenza dal gas russo e promuovere una crescita condivisa e sostenibile.
“Sicurezza energetica e transizione sostenibile sono le nostre priorità – ha dichiarato Pichetto – e l’Algeria è un partner chiave per raggiungere questi obiettivi”.
Gas: l’Algeria primo fornitore dell’Italia, +31% nei primi mesi del 2025
Secondo il Gas Exporting Countries Forum (GECF), nei primi due mesi del 2025 le importazioni di gas dall’Algeria sono cresciute del 31% rispetto allo stesso periodo del 2024. Al contrario, i flussi dalla Libia sono crollati del 75%. Complessivamente, le importazioni italiane dal Nord Africa hanno raggiunto 3,5 miliardi di metri cubi, in aumento del 21% su base annua.
“Abbiamo vinto la sfida dell’indipendenza dal gas russo – ha sottolineato Pichetto – grazie alla strategia condivisa con l’Algeria”.
Idrogeno verde: Corridoio Sud e Medlink per connettere Africa ed Europa
Il vertice ha rilanciato il progetto del Corridoio Meridionale dell’Idrogeno (SouthH2 Corridor), infrastruttura strategica per il trasporto di idrogeno rinnovabile dal Nord Africa all’Europa, attraverso Algeria, Tunisia, Italia, fino a Germania e Austria. Il progetto è riconosciuto dall’UE come Progetto di Interesse Comune (PCI).
Accanto a questo, è in fase di sviluppo il progetto Medlink, un nuovo corridoio energetico volto a rafforzare le interconnessioni tra sponde mediterranee e facilitare la transizione energetica.
Materie prime critiche: nasce la filiera italo-africana
Uno dei focus principali del vertice è stato lo sviluppo di una filiera italo-africana delle materie prime critiche, essenziali per la produzione di batterie, tecnologie verdi ed elettronica avanzata. Pichetto ha proposto una collaborazione con l’Algeria non solo nell’estrazione, ma anche nella trasformazione locale e nella formazione tecnica, in linea con le esigenze della transizione ecologica europea.
“Le materie prime critiche sono strategiche per il nostro futuro. L’Algeria può diventare un partner fondamentale per Italia ed Europa”, ha dichiarato il ministro.
Metano: cooperazione per ridurre le emissioni del settore energetico
Il vertice ha anche affrontato la questione delle emissioni di metano, su cui Italia e Algeria intendono rafforzare la cooperazione tecnologica e normativa. Obiettivo: abbattere le emissioni nel settore energetico attraverso innovazione, investimenti congiunti e trasferimento di competenze tra imprese.
Un’alleanza strategica per il futuro energetico del Mediterraneo
Con oltre 40 accordi siglati, il vertice ha sancito una partnership strutturale tra Italia e Algeria, fondata su obiettivi comuni: sicurezza energetica, sviluppo industriale, sostenibilità ambientale. La collaborazione si basa sul Trattato di amicizia e buon vicinato del 2003, ma trova nuova linfa nelle sfide geopolitiche ed economiche attuali.
Il ministro Tommaso Foti ha definito il Piano Mattei “un modello strategico, solido e operativo” per una politica estera energetica moderna, con al centro interessi condivisi tra Italia e Africa.





